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    <title>StudioLegaleLanocita-approfondimenti</title>
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      <title>StudioLegaleLanocita-approfondimenti</title>
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    <item>
      <title>I termini del procedimento disciplinare nel pubblico impiego</title>
      <link>https://www.studiolegalelanocita.com/termini-procedimento-disciplinare-art-55-bis</link>
      <description>Dopo il 2017 restano perentori due soli termini, contestazione e conclusione. Per il resto occorre provare la lesione della difesa.</description>
      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/74cc8545/dms3rep/multi/termini-procedimento-disciplinare-art-55-bis-og-809778af.png" alt="" title=""/&gt;&#xD;
  &lt;span&gt;&#xD;
  &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/74cc8545/dms3rep/multi/termini-procedimento-disciplinare-art-55-bis-og-809778af.png"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;em&gt;&#xD;
        
            Art. 55-bis d.lgs. 165/2001; Cass. civ., sez. lav., nn. 1157 e 17283 del 2026
           &#xD;
      &lt;/em&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il regime dei termini disciplinari nel pubblico impiego contrattualizzato è stato riscritto
dal d.lgs. 25 maggio 2017, n. 75, e l'assetto che ne è uscito rovescia quello costruito sul
d.lgs. 150/2009.
           &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            La tesi che qui si sostiene è che di quel vecchio impianto sopravvivono
due sole rovine, e che tutto il contenzioso procedimentale si concentra oggi su di esse
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
           :
il termine per la contestazione dell'addebito e quello per la conclusione del procedimento.
Per ogni altra violazione l'incolpato deve dimostrare che la difesa ne è uscita
irrimediabilmente compromessa — prova che la giurisprudenza esige in concreto e concede
raramente.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h2&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           1. La norma di chiusura: l'art. 55-bis, comma 9-ter
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il comma 9-ter dispone che la violazione dei termini e delle disposizioni sul procedimento
disciplinare previste dagli artt. da 55 a 55-quater «non determina la decadenza dall'azione
disciplinare né l'invalidità degli atti e della sanzione irrogata, purché non risulti
irrimediabilmente compromesso il diritto di difesa del dipendente, e le modalità di esercizio
dell'azione disciplinare risultino comunque compatibili con il principio di tempestività».
Fa poi salvo quanto previsto dall'art. 55-quater, commi 3-bis e 3-ter, e aggiunge la clausola
decisiva: «sono da considerarsi perentori il termine per la contestazione dell'addebito e il
termine per la conclusione del procedimento».
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La Cassazione ne ha tratto la conseguenza più ampia. Nelle pronunce nn. 1157/2026 e
17283/2026 la Sezione Lavoro afferma che la disposizione «è chiara nell'escludere la nullità
in ogni caso di violazione delle disposizioni sul procedimento disciplinare», con un tenore
letterale che «rende evidente l'intento del legislatore di superare gli effetti che,
nell'impianto delineato dal d.lgs. n. 150/2009, derivavano dal mancato rispetto delle regole
inderogabili imposte», limitandoli alla sola ipotesi di effettiva compromissione della
difesa. E ciò nonostante il carattere imperativo che l'art. 55, comma 1, continua ad
attribuire a quelle regole.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Nella stessa direzione, la pronuncia n. 12842/2023 esclude che si possa invocare la natura
perentoria del termine di riapertura del procedimento dopo la sentenza penale.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h2&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           2. I due termini perentori, e come si contano
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            La contestazione.
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
           L'art. 55-bis, comma 4, impone al responsabile della struttura di
segnalare all'ufficio per i procedimenti disciplinari «immediatamente, e comunque entro dieci
giorni» i fatti di rilevanza disciplinare; e impone all'UPD di provvedere alla contestazione
scritta «con immediatezza e comunque non oltre trenta giorni» dal ricevimento della
segnalazione, ovvero dal momento in cui abbia altrimenti avuto piena conoscenza dei fatti.
Solo il secondo è perentorio; il primo è ordinatorio.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il punto controverso è il
           &#xD;
      &lt;em&gt;&#xD;
        
            dies a quo
           &#xD;
      &lt;/em&gt;&#xD;
      
           , e la giurisprudenza lo ha spostato decisamente in
avanti. Secondo Cass. civ., sez. lav., 27 maggio 2026, n. 16508, «assume rilievo
esclusivamente il momento in cui l'ufficio competente abbia acquisito una notizia di
infrazione di contenuto tale da consentire allo stesso di dare, in modo corretto, l'avvio al
procedimento»; la contestazione è tardiva
           &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            solo se la pubblica amministrazione rimanga
ingiustificatamente inerte
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
           pur avendo gli elementi necessari, e il termine non decorre a
fronte di una notizia che, per la sua genericità, non consenta la formulazione
dell'incolpazione e richieda accertamenti preliminari. Il riferimento alla «piena conoscenza
dei fatti» introdotto dal d.lgs. 75/2017 conferma questa lettura.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il principio non è isolato: era già in Cass. n. 26938/2024, che richiama Cass. n. 14896/2024
e lo collega al principio del giusto procedimento come inteso dalla Corte costituzionale
nella sentenza n. 310/2010.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            La conclusione.
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
           L'UPD conclude il procedimento, con archiviazione o irrogazione della
sanzione,
           &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            entro centoventi giorni dalla contestazione
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
           . Anche questo termine è perentorio.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Va tenuto conto di due meccanismi che incidono sul computo. Il differimento dell'audizione,
richiesto dal dipendente per grave e oggettivo impedimento, è concesso
           &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            una sola volta
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
           e
comporta la proroga corrispondente del termine finale. La procedura conciliativa dell'art.
55, comma 3, da instaurarsi e concludersi entro trenta giorni dalla contestazione,
           &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            sospende
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
           i termini del procedimento.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h2&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           3. Le altre garanzie, e la prova della lesione
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Restano nella norma, ma con sanzione attenuata, altre garanzie di rilievo: il preavviso di
almeno
           &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            venti giorni
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
           per l'audizione in contraddittorio, l'assistenza di un procuratore o
di un rappresentante sindacale, il diritto di accesso agli atti istruttori.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La loro violazione non invalida di per sé la sanzione. Occorre dimostrare la compromissione
irrimediabile della difesa, e occorre farlo
           &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            in concreto
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
           : la Sezione Lavoro, nella
pronuncia n. 4077/2025, ha posto a carico del dipendente l'onere di esplicitare in che cosa
sia consistita la lesione, non essendo sufficiente dedurre genericamente la tardività della
segnalazione all'UPD.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Due vizi conservano invece autonoma efficacia caducante.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il primo è l'
           &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            incompetenza dell'ufficio
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
           . L'art. 55-bis rinnova la necessaria distinzione
fra il responsabile della struttura e il soggetto competente all'esercizio del potere
disciplinare; le due funzioni possono unirsi
           &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            solo alla duplice condizione
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
           che
l'infrazione sia fra quelle punibili con sanzioni di minore gravità e che il responsabile
della struttura rivesta qualifica dirigenziale (Cass. civ., sez. lav., n. 7482/2025). Non
integra invece vizio la modalità di sostituzione dei componenti dell'UPD, ove non sia
dimostrata la violazione della terzietà o del diritto di difesa: la terzietà «postula solo la
distinzione, sul piano organizzativo, fra detto ufficio e la struttura nella quale opera il
dipendente» (Cass. civ., sez. lav., 30 luglio 2026, n. 24241).
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il secondo è la
           &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            nullità testuale del comma 9-bis
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
           , che colpisce le disposizioni
regolamentari, contrattuali o interne che prevedano requisiti formali o procedurali ulteriori
o che comunque aggravino il procedimento.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h2&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           4. Il regime speciale, e perché non va confuso
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L'art. 55-quater, commi 3-bis e 3-ter, detta per la falsa attestazione della presenza in
servizio un procedimento accelerato: sospensione cautelare immediata, contestazione
contestuale, preavviso di almeno quindici giorni, differimento non superiore a cinque giorni
e una sola volta, conclusione entro trenta giorni dalla ricezione della contestazione. La
clausola di salvezza del comma 9-ter
           &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            esclude questi termini dalla perentorietà
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
           .
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Va poi tenuto presente che l'art. 55-bis non si applica affatto ai dipendenti degli
           &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            enti
pubblici economici
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
           , esclusi dall'ambito del d.lgs. 165/2001 ai sensi del suo art. 1, comma
2. È verifica preliminare da compiere sempre.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h2&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           5. Una divergenza di sistema con il giudice amministrativo
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Merita di essere segnalata, perché produce esiti opposti su fattispecie simili. Nel pubblico
impiego
           &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            non contrattualizzato
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
           — personale di polizia, magistratura, università —
permangono regimi speciali, e il giudice amministrativo continua ad annullare il
provvedimento tardivo
           &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            senza
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
           richiedere la prova della lesione della difesa: «la violazione
dei termini previsti per l'esercizio del potere sanzionatorio determina l'illegittimità ed il
conseguente annullamento del provvedimento, senza che il giudice debba accertare anche
l'effettiva lesione del diritto di difesa», e l'art. 21-octies, comma 2, della legge 241/1990
non si applica ai termini per l'esercizio del potere (Cons. Stato n. 4151/2025).
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Non è un contrasto interno: è la conseguenza di due discipline diverse. Ma impone, davanti a
un caso concreto, di stabilire prima di ogni altra cosa in quale dei due mondi ci si trovi.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Sempre nel comparto non contrattualizzato, il Consiglio di Stato ha precisato che, dopo
l'annullamento giurisdizionale della sanzione, il nuovo procedimento va iniziato «a partire
dal primo degli atti annullati entro trenta giorni» dalla comunicazione della decisione, ai
sensi dell'art. 119 del d.P.R. 3/1957, disposizione espressiva di un principio di carattere
generale (Cons. Stato n. 7472/2025).
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h2&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           6. Indicazioni operative
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Per il dipendente la difesa procedimentale si è ristretta a due varchi. Il primo è il
superamento dei due termini perentori, che vanno cronometrati con precisione individuando il
momento in cui l'UPD ha ricevuto una notizia già circostanziata: la giurisprudenza è severa
nel far slittare in avanti il
           &#xD;
      &lt;em&gt;&#xD;
        
            dies a quo
           &#xD;
      &lt;/em&gt;&#xD;
      
           , e il calcolo va documentato. Il secondo è la
compromissione della difesa, che va allegata e provata spiegando quali argomenti non si sono
potuti svolgere.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Per l'amministrazione, la regola di prudenza è documentare il momento dell'acquisizione della
notizia circostanziata e verificare la competenza dell'organo procedente: sono i due punti su
cui la sanzione cade ancora per intero.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il presente contributo tratta la questione in termini generali. L'applicazione al caso
concreto richiede l'esame degli atti e delle circostanze specifiche.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Lo Studio Legale Lanocita si occupa di
           &#xD;
      &lt;a href="https://www.studiolegalelanocita.com/pubblico-impiego-salerno"&gt;&#xD;
        
            pubblico impiego
           &#xD;
      &lt;/a&gt;&#xD;
      
           e concorsi e riceve richieste di
parere all'indirizzo indicato nella pagina contatti.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Nelle controversie di lavoro e amministrative operano termini perentori e di breve durata:
la loro decorrenza va verificata sul singolo caso.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Nella predisposizione di questo contributo sono stati impiegati strumenti di intelligenza
artificiale per la ricerca e l'organizzazione delle fonti. Il testo è redatto, verificato e
sottoscritto dall'Avv. Giuseppe Lanocita.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Aggiornato al 19 agosto 2026.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/74cc8545/dms3rep/multi/termini-procedimento-disciplinare-art-55-bis-og-809778af.png" length="38471" type="image/png" />
      <pubDate>Wed, 19 Aug 2026 07:19:00 GMT</pubDate>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Idonei non vincitori: si deve scorrere la graduatoria?</title>
      <link>https://www.studiolegalelanocita.com/idonei-non-vincitori-scorrimento-graduatoria</link>
      <description>Dal 2025 il concorso è lo strumento ordinario e prioritario: lo scorrimento non è più la regola e non serve una motivazione stringente.</description>
      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/74cc8545/files/uploaded/idonei-non-vincitori-scorrimento-graduatoria-og.png" alt="" title=""/&gt;&#xD;
  &lt;span&gt;&#xD;
  &lt;/span&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;em&gt;&#xD;
        
                        
        
    
    
      Art. 4 d.l. 14 marzo 2025, n. 25; TAR Lazio, Roma, n. 12993/2026
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;/em&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      Non più. Fino al 2025 lo scorrimento era la regola e il nuovo concorso l'eccezione, gravata
da una motivazione rafforzata sul sacrificio imposto agli idonei. Oggi il rapporto è
rovesciato: il concorso è lo strumento ordinario e prioritario di reclutamento, e
l'amministrazione che decide di bandirne uno nuovo invece di scorrere non deve una
motivazione stringente.
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      Il ribaltamento è opera del legislatore. L'art. 4, comma 1, del decreto-legge 14 marzo
2025, n. 25, convertito con modificazioni dalla legge 9 maggio 2025, n. 69, è norma di

    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
        
    
    
      interpretazione autentica
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
                      
      
  
  
     dell'art. 4, comma 3, lettera a), del d.l. 31 agosto 2013,
n. 101, e stabilisce che quest'ultimo «si interpreta nel senso che il concorso è lo
strumento ordinario e prioritario per il reclutamento di personale». La disposizione si
applica «anche ai concorsi in corso di svolgimento o per i quali non si siano concluse le
procedure assunzionali» alla data di entrata in vigore del decreto: è dunque retroattiva.
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h2&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      Che cosa c'era prima
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      Conviene ricostruirlo, perché molti idonei ragionano ancora sul quadro precedente.
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      L'Adunanza plenaria del Consiglio di Stato, con la sentenza 28 luglio 2011, n. 14, aveva
stabilito che, fermo il potere discrezionale sul 
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;em&gt;&#xD;
        
                        
        
    
    
      se
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;/em&gt;&#xD;
      
                      
      
  
  
     coprire la vacanza, una volta decisa
l'assunzione l'amministrazione doveva esplicitare le ragioni per cui non si avvaleva della
graduatoria vigente. Su quella base la giurisprudenza aveva costruito il binomio
scorrimento-regola e nuovo concorso-eccezione, richiedendo per quest'ultimo «un'apposita e
approfondita motivazione, che dia conto del sacrificio imposto ai concorrenti idonei e delle
preminenti esigenze di interesse pubblico». L'art. 4, comma 3, del d.l. 101/2013 aveva poi
positivizzato l'indirizzo, subordinando l'autorizzazione a nuove procedure alla verifica
dell'avvenuta immissione in servizio degli idonei.
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      Una precisazione contenuta nella stessa Adunanza plenaria resta però attuale e viene spesso
trascurata: 
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
        
    
    
      l'obbligo di scorrimento e la relativa motivazione non operano quando il
concorso e la sua cadenza siano previsti da una norma di legge
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
                      
      
  
  
    . È il caso, per esempio,
del concorso per allievi agenti, a cadenza ordinaria annuale ai sensi dell'art. 2199 del
d.lgs. 66/2010 (TAR Lazio, Roma, n. 3957/2015).
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h2&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      Il nuovo assetto nella giurisprudenza
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      I giudici amministrativi si sono già uniformati. Il TAR Lazio, con la sentenza
n. 12993/2026, ha affermato che «non sussiste né una preferenza normativa per lo scorrimento
delle graduatorie, né un obbligo di motivazione stringente sulla scelta di non procedere
allo scorrimento, essendo la determinazione di avvalersi di nuove procedure concorsuali
pienamente coerente con il quadro normativo vigente».
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      Sul versante civilistico, del resto, nulla è cambiato, perché la Cassazione era già ferma
nel negare un diritto soggettivo: «pur in presenza di una graduatoria di idonei ancora
suscettibile di scorrimento, non vi è alcun diritto a che esso abbia corso, se non in
presenza di norme che lo impongano» (Cass. civ., sez. lav., n. 20607/2025). Lo scorrimento
non costituisce un diritto soggettivo, ma postula l'esercizio prioritario di discrezionalità.
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      Il Consiglio di Stato, nella pronuncia n. 2399/2024, ha precisato la posizione dell'idoneo:
è titolare di una situazione giuridica differenziata di interesse legittimo, che rende
ammissibile l'azione, ma la pretesa allo scorrimento resta 
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
        
    
    
      mera aspettativa
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
                      
      
  
  
    , senza
obbligo di provvedere in capo all'amministrazione.
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h2&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      Quanto dura una graduatoria, e chi è «idoneo»
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      Sono i due dati che delimitano ogni pretesa.
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      Le graduatorie dei concorsi per il reclutamento nelle pubbliche amministrazioni restano
vigenti per 
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
        
    
    
      due anni
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
                      
      
  
  
     dalla data di approvazione, salvi i termini inferiori previsti da
leggi regionali e quelli dell'art. 91 del testo unico degli enti locali (art. 35, comma
5-ter, del d.lgs. 30 marzo 2001, n. 165). Lo scorrimento va disposto entro quel termine e
nei limiti delle facoltà assunzionali già autorizzate.
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      Sono considerati idonei i candidati collocati dopo l'ultimo vincitore 
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
        
    
    
      in numero non
superiore al venti per cento dei posti messi a concorso
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
                      
      
  
  
    , con esclusione delle procedure
per il personale sanitario e socio-sanitario, educativo e scolastico e per i ricercatori
(art. 35, comma 5-ter, quarto periodo).
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      Va infine ricordato un limite di ordine generale: lo scorrimento è ammesso solo per posti
istituiti o trasformati 
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
        
    
    
      prima
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
                      
      
  
  
     dell'approvazione della graduatoria. Il principio è
enunciato dall'art. 91, comma 4, del d.lgs. 267/2000 per gli enti locali, ma il Consiglio di
Stato, con la sentenza 1° agosto 2014, n. 4119, gli ha riconosciuto carattere generale.
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h2&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      Che cosa resta da far valere
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      Il quadro si è fatto sfavorevole, ma non è chiuso. Restano spendibili tre argomenti.
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      Il primo è la 
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
        
    
    
      sovrapponibilità sostanziale
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
                      
      
  
  
     fra il vecchio e il nuovo concorso: i giudici
respingono il ricorso quando i due bandi presentano profili di diversità significativi, il
che significa che l'accoglimento è possibile quando quei profili mancano.
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      Il secondo è il rispetto dell'art. 91, comma 4, del testo unico e del principio della
sentenza n. 4119/2014 sui posti istituiti dopo l'approvazione della graduatoria.
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      Il terzo, il più banale e il più decisivo, è il 
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
        
    
    
      monitoraggio della scadenza biennale
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
                      
      
  
  
    : la
pretesa si estingue con essa, e nessuna argomentazione la fa rivivere.
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      Il presupposto di tutti e tre è però un altro: dopo il d.l. 25/2025 non basta più eccepire
il difetto di motivazione sulla scelta di bandire. Occorre agganciare la pretesa a una

    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
        
    
    
      fonte specifica dell'obbligo
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
                      
      
  
  
     — una legge di settore, il bando, un'autorizzazione allo
scorrimento già intervenuta.
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h2&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      Davanti a quale giudice
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      Davanti al giudice amministrativo. Indicendo un nuovo concorso invece di scorrere la
graduatoria, l'amministrazione esercita un potere autoritativo, rispetto al quale l'idoneo
vanta un interesse legittimo: la giurisdizione è dunque del TAR (Cons. Stato, sez. V, 9
marzo 2015, n. 1186). Il termine è di sessanta giorni dalla pubblicazione dell'atto di
indizione del nuovo concorso o della determinazione di non scorrere.
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      Il presente contributo tratta la questione in termini generali. L'applicazione al caso
concreto richiede l'esame degli atti e delle circostanze specifiche.
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      Lo Studio Legale Lanocita si occupa di 
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;a href="https://www.studiolegalelanocita.com/pubblico-impiego-salerno"&gt;&#xD;
        
                        
        
    
    
      pubblico impiego
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;/a&gt;&#xD;
      
                      
      
  
  
     e concorsi e riceve richieste di
parere all'indirizzo indicato nella pagina contatti.
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      Nelle controversie amministrative operano termini perentori e di breve durata: la loro
decorrenza va verificata sul singolo caso.
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      Nella predisposizione di questo contributo sono stati impiegati strumenti di intelligenza
artificiale per la ricerca e l'organizzazione delle fonti. Il testo è redatto, verificato e
sottoscritto dall'Avv. Giuseppe Lanocita.
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      Aggiornato al 19 agosto 2026.
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Wed, 19 Aug 2026 07:17:00 GMT</pubDate>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Il limite di età nei concorsi di polizia è legittimo?</title>
      <link>https://www.studiolegalelanocita.com/limite-eta-concorsi-forze-polizia-legittimita</link>
      <description>Il limite anagrafico regge per i ruoli operativi e cade per quelli direttivi e tecnici. Il criterio è la funzione effettivamente esercitata.</description>
      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/74cc8545/files/uploaded/limite-eta-concorsi-forze-polizia-legittimita-og.png" alt="" title=""/&gt;&#xD;
  &lt;span&gt;&#xD;
  &lt;/span&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;em&gt;&#xD;
        
                        
        
    
    
      Cons. Stato, sez. IV, 19 gennaio 2026, n. 397; CGUE 17 novembre 2022, C-304/21
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;/em&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      Dipende dal ruolo, e la risposta è ormai netta ai due estremi. Per i ruoli 
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
        
    
    
      prettamente
operativi
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
                      
      
  
  
     — allievo agente, vice ispettore — il limite anagrafico è legittimo e i ricorsi
vengono respinti con costanza. Per i ruoli 
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
        
    
    
      direttivi e tecnici
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
                      
      
  
  
     — commissario,
funzionario tecnico — il limite di trenta anni è caduto: il Consiglio di Stato lo ha
dichiarato illegittimo con la sentenza 19 gennaio 2026, n. 397.
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      Il criterio che separa i due esiti non è la denominazione del ruolo, ma la 
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
        
    
    
      funzione
effettivamente esercitata
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
                      
      
  
  
    . La direttiva 2000/78/CE del Consiglio, del 27 novembre 2000,
vieta le discriminazioni fondate sull'età e ammette il requisito anagrafico solo quando le
funzioni richiedano capacità fisiche particolari, che siano cioè «requisito essenziale e
determinante» ai sensi dell'art. 4, paragrafo 1, oppure quando ricorra una finalità legittima
perseguita con mezzi proporzionati ai sensi dell'art. 6, paragrafo 1.
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h2&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      Il percorso che ha portato all'annullamento
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      Il caso dei commissari è esemplare del modo in cui una questione di questo tipo si risolve.
Il Consiglio di Stato, con l'ordinanza 23 aprile 2021, n. 3272, ha rimesso la questione alla
Corte di giustizia dell'Unione europea. La Corte, con la sentenza 17 novembre 2022, resa
nella causa C-304/21, ha stabilito che gli artt. 2, paragrafo 2, 4, paragrafo 1, e 6,
paragrafo 1, della direttiva 2000/78, letti alla luce dell'art. 21 della Carta dei diritti
fondamentali dell'Unione europea, «ostano a una normativa nazionale che prevede la fissazione
di un limite massimo di età a 30 anni per la partecipazione a un concorso diretto ad assumere
commissari di polizia, allorché le funzioni effettivamente esercitate non richiedono capacità
fisiche particolari o, qualora siffatte capacità siano richieste, se risulta che una tale
normativa, pur perseguendo una finalità legittima, impone un requisito sproporzionato».
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      Tornata la causa al giudice nazionale, il Consiglio di Stato ha chiuso la partita con la
sentenza n. 397/2026.
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      Sul versante interno, la Corte costituzionale era giunta a conclusione analoga con la
sentenza n. 262 del 2022, che ha ritenuto irragionevole il limite di trenta anni per il
concorso a commissario tecnico psicologo, valorizzando il carattere tecnico-scientifico
delle funzioni, il possesso della laurea magistrale e dell'abilitazione professionale e
l'assenza di prove di efficienza fisica.
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h2&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      Perché per gli agenti la strada resta sbarrata
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      La conclusione non si estende ai ruoli operativi, e va detto senza indulgenza perché
riguarda il maggior numero di candidati.
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      Il Consiglio di Stato, nella pronuncia n. 7869/2025, ha ritenuto legittimo il limite di
ventisei anni per l'allievo agente, valorizzando il carattere prettamente operativo delle
mansioni e la richiesta del solo diploma; e ha ricordato che la fissazione di limiti di età
nei reclutamenti militari e di polizia «è stata ritenuta non irragionevole, né contraria ai
principi costituzionali di uguaglianza». Nella stessa direzione, la sentenza 30 gennaio
2023, n. 1030, ha ritenuto legittimo il limite di ventotto anni per il concorso a vice
ispettore, osservando che la scelta di un determinato limite consegue a valutazioni plurime
sui diversi livelli di carriera e che pretendere di sovrapporre in termini meccanicistici
figure appartenenti a ordinamenti diversi «impinge indebitamente nella discrezionalità del
legislatore».
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      Le pronunce che hanno negato l'estensione della sentenza C-304/21 ai ruoli operativi sono
numerose e conformi, fra le quali Cons. Stato nn. 8649 e 8652 del 2024 per i Carabinieri.
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h2&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      La graduazione dei limiti
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      Nella Polizia di Stato i limiti crescono con il ruolo: ventisei anni per agenti e assistenti
(art. 6, comma 1, lett. b, del d.P.R. 24 aprile 1982, n. 335, come modificato dal d.lgs. 29
maggio 2017, n. 95); ventotto anni per i vice ispettori (art. 27-bis del medesimo d.P.R.);
trenta anni per i commissari (art. 31 del d.lgs. 5 ottobre 2000, n. 334). L'individuazione
di dettaglio è rimessa al d.m. Interno 13 luglio 2018, n. 103.
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      Il TAR Lazio, nella pronuncia n. 11227/2022, ha qualificato la graduazione come corretto
esercizio della discrezionalità legislativa in relazione alle caratteristiche del servizio.
È l'argomento che regge i limiti più bassi e, insieme, quello che li fa cadere quando la
funzione si allontana dall'operatività.
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h2&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      Un dettaglio che decide molte esclusioni
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      Il requisito anagrafico dev'essere posseduto alla 
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
        
    
    
      data di scadenza del termine per la
presentazione della domanda
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
                      
      
  
  
    , non alla data del bando né a quella dell'assunzione: lo
stabilisce l'art. 5 del d.m. 103/2018. È il punto su cui si perdono le posizioni per
questione di giorni.
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      Va inoltre ricordato che il limite si eleva di un periodo pari all'effettivo servizio
militare prestato, e comunque 
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
        
    
    
      non oltre tre anni
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
                      
      
  
  
    , ai sensi dell'art. 2049 del d.lgs. 15
marzo 2010, n. 66.
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h2&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      Come si imposta la contestazione
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      Chi ritiene illegittima la clausola sull'età deve muoversi contro il 
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
        
    
    
      bando
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
                      
      
  
  
    , e non
attendere il provvedimento di esclusione: la clausola che impedisce la partecipazione è
immediatamente lesiva, e il termine è di sessanta giorni dalla pubblicazione.
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      Nel merito, la censura ha probabilità concrete solo se il ruolo non è prettamente operativo,
e va costruita 
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
        
    
    
      funzione per funzione
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
                      
      
  
  
    , dimostrando che le mansioni effettive non
richiedono capacità fisiche particolari o che il concorso non prevede prove di efficienza
fisica e richiede titoli di studio elevati e formazione specialistica. È esattamente il
percorso che ha condotto all'annullamento per i commissari e per gli psicologi.
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      Le vie tecnicamente percorribili sono tre e possono essere prospettate in alternativa: la
questione di legittimità costituzionale in riferimento agli artt. 3 e 97 Cost.; la
disapplicazione della norma interna per contrasto con la direttiva 2000/78; il rinvio
pregiudiziale alla Corte di giustizia ai sensi dell'art. 267 del Trattato sul funzionamento
dell'Unione europea.
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      Il presente contributo tratta la questione in termini generali. L'applicazione al caso
concreto richiede l'esame degli atti e delle circostanze specifiche.
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      Lo Studio Legale Lanocita si occupa di 
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;a href="https://www.studiolegalelanocita.com/pubblico-impiego-salerno"&gt;&#xD;
        
                        
        
    
    
      pubblico impiego
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;/a&gt;&#xD;
      
                      
      
  
  
     e concorsi e riceve richieste di
parere all'indirizzo indicato nella pagina contatti.
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      Nelle controversie amministrative operano termini perentori e di breve durata: la loro
decorrenza va verificata sul singolo caso.
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      Nella predisposizione di questo contributo sono stati impiegati strumenti di intelligenza
artificiale per la ricerca e l'organizzazione delle fonti. Il testo è redatto, verificato e
sottoscritto dall'Avv. Giuseppe Lanocita.
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      Aggiornato al 19 agosto 2026.
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/74cc8545/dms3rep/multi/limite-eta-concorsi-forze-polizia-legittimita-og-ed5e696e.png" length="34867" type="image/png" />
      <pubDate>Wed, 19 Aug 2026 07:16:00 GMT</pubDate>
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      </media:content>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Costo della manodopera e verifica di anomalia</title>
      <link>https://www.studiolegalelanocita.com/costo-manodopera-verifica-anomalia-onere-prova</link>
      <description>Il costo della manodopera è scorporato ma non intangibile: il ribasso è ammesso e attiva la verifica, con onere della prova sull'impresa.</description>
      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/74cc8545/files/uploaded/costo-manodopera-verifica-anomalia-onere-prova-og.png" alt="" title=""/&gt;&#xD;
  &lt;span&gt;&#xD;
  &lt;/span&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;em&gt;&#xD;
        
                        
        
    
    
      Artt. 41, comma 14, e 110 d.lgs. 36/2023; Cons. Stato n. 9419/2024
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;/em&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      L'art. 41, comma 14, del d.lgs. 31 marzo 2023, n. 36, scorpora i costi della manodopera e
della sicurezza dall'importo assoggettato a ribasso, ma nel suo ultimo periodo fa salva la
possibilità per l'operatore di dimostrare che il ribasso complessivo deriva da una più
efficiente organizzazione aziendale. Su quella clausola di salvezza si è consumato, fra il
2024 e il 2025, un intero orientamento.
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
        
    
    
      La tesi che qui si sostiene
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
                      
      
  
  
     è che la questione non sia più se il costo della manodopera
sia ribassabile — lo è — ma 
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
        
    
    
      a quale prezzo processuale
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
                      
      
  
  
    : il ribasso non esclude, ma sposta
integralmente sull'impresa l'onere di provare l'efficienza organizzativa, e lo fa dentro un
sub-procedimento in cui il sindacato del giudice è pieno ma non sostitutivo.
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h2&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      1. La parabola dell'orientamento
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      L'assetto iniziale era di segno opposto. Dalla lettura combinata dello scorporo e dei limiti
dell'art. 110, comma 4, una parte della giurisprudenza aveva ricavato la non ribassabilità
assoluta del costo del lavoro, prospettando anche questioni di legittimità costituzionale in
riferimento agli artt. 36 e 41 della Costituzione.
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      Il capovolgimento matura nel 2024. Il TAR Toscana, con le sentenze nn. 120 e 124 del 29
gennaio 2024, apre la strada; il TAR Sicilia, Catania, con la sentenza n. 3739/2024, osserva
che se il legislatore avesse voluto costi fissi e invariabili non avrebbe imposto di indicarli
in offerta né li avrebbe inclusi fra gli elementi dell'anomalia, e ammette il ribasso indiretto
anche in ragione dell'applicazione di un contratto collettivo diverso, purché coerente con una
più efficiente organizzazione. Il Consiglio di Stato consolida l'indirizzo con la sentenza
n. 9419/2024, rilevando che i costi della manodopera sono assoggettabili a ribasso, come
conferma l'ultimo periodo del comma 14; e con la pronuncia n. 9254/2024 aggiunge l'argomento
sistematico per cui l'obbligo di indicare i costi ai sensi dell'art. 108, comma 9, sarebbe
superfluo se essi non fossero ribassabili.
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      Il TAR Lazio, con la sentenza n. 8390/2025, chiude il fronte costituzionale, offrendo una
lettura costituzionalmente orientata del comma 14 e dichiarando infondata la questione
prospettata sotto l'art. 36 Cost.
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h2&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      2. La conseguenza: non esclusione, ma verifica
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      È il principio da tenere fermo. Dal combinato disposto degli artt. 41, comma 14, 108, comma 9,
e 110, comma 1, discende che 
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
        
    
    
      per chi ribassa i costi della manodopera la conseguenza non è
l'esclusione, ma l'assoggettamento alla verifica di anomalia
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
                      
      
  
  
    , in cui grava sull'operatore
l'onere di dimostrare la più efficiente organizzazione aziendale, oltre al rispetto dei minimi
salariali (TAR Puglia, Lecce, n. 434/2025).
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      Ne discende anche che la stima contenuta nel bando è una stima e non un valore cogente, e che
le tabelle ministeriali del costo medio orario non sono mai state vincolanti in senso assoluto:
se l'impresa espone un costo inferiore, deve dimostrare che i minori oneri derivano
dall'organizzazione e non da una compressione retributiva.
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h2&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      3. I due limiti invalicabili
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      Il perimetro delle giustificazioni ammissibili non è illimitato. L'art. 110, comma 4, esclude
espressamente le giustificazioni 
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
        
    
    
      sui trattamenti salariali minimi inderogabili
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
                      
      
  
  
     (lettera a)
e 
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
        
    
    
      sui costi di sicurezza
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
                      
      
  
  
     (lettera b, modificata dall'art. 38, comma 1, del d.lgs. 209/2024).
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      Coerentemente, il comma 5, lettere c) e d), impone l'esclusione quando gli oneri aziendali di
sicurezza risultino incongrui o quando il costo del personale sia inferiore ai minimi salariali
retributivi delle tabelle di cui all'art. 41, comma 13 — norma, quest'ultima, modificata dal
correttivo.
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      In sede di anomalia si possono dunque rimodulare le singole voci di costo, comprese spese
generali e utile, ma non si può giustificare lo sforamento dei minimi né la compressione degli
oneri di sicurezza: lì la norma chiude ogni spazio.
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h2&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      4. Il contraddittorio e i quindici giorni
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      La verifica di congruità non è un controllo unilaterale. L'art. 110, commi 1 e 2, impone alla
stazione appaltante di richiedere spiegazioni scritte, assegnando un termine 
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
        
    
    
      non superiore a
quindici giorni
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
                      
      
  
  
    . Nessuna esclusione per anomalia può essere disposta senza previa richiesta
scritta di spiegazioni: il sub-procedimento è passaggio obbligato.
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h2&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      5. Il sindacato del giudice
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      È il capitolo su cui la giurisprudenza è più stabile, e conviene conoscerlo prima di impostare
un ricorso.
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      Il Consiglio di Stato ripete, con formulazione pressoché identica dal 2023 al 2025, un
decalogo secondo cui la valutazione di anomalia è sottratta al sindacato salvo manifesta
illogicità, arbitrarietà, irragionevolezza, irrazionalità o travisamento; è 
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
        
    
    
      precluso al
giudice svolgere autonomamente, o a mezzo di consulenza tecnica, una propria verifica di
anomalia
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
                      
      
  
  
    ; il controllo è pieno ma non sostitutivo; e violare la norma tecnica significa
violare la norma giuridica (Cons. Stato n. 6993/2024; conformi nn. 1522/2023 e 4250/2025).
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      L'indicazione difensiva è precisa: la censura non va impostata come richiesta di ricalcolo,
perché il giudice non rifà la verifica. Va colpita la manifesta illogicità, il travisamento
del fatto o l'errore nell'applicazione della regola tecnica.
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h2&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      6. Che cosa resta controverso
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      Due profili applicativi minori, ma ricorrenti: la base di calcolo del ribasso percentuale — se
sull'importo complessivo o su quello già scorporato — e la legittimità dello scorporo quando
non sia previsto dalla 
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;em&gt;&#xD;
        
                        
        
    
    
      lex specialis
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;/em&gt;&#xD;
      
                      
      
  
  
    .
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h2&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      7. Indicazioni operative
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      L'impresa che intenda ribassare il costo del lavoro deve arrivare al sub-procedimento con un
dossier 
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
        
    
    
      già pronto
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
                      
      
  
  
    : monte ore, organico, indici di produttività, contratto collettivo
applicato e sua equivalenza, soluzioni organizzative e tecnologiche che spieghino il minor
costo. Il tempo per costruirlo è quello dell'offerta, non quello dei quindici giorni.
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      La stazione appaltante, dal canto suo, ha interesse a formulare la richiesta di spiegazioni in
modo analitico, voce per voce: una richiesta generica indebolisce la successiva esclusione, e
una motivazione che si limiti a contestare il totale è il tipo di provvedimento che il giudice
annulla per difetto di istruttoria.
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      Il presente contributo tratta la questione in termini generali. L'applicazione al caso
concreto richiede l'esame degli atti e delle circostanze specifiche.
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      Lo Studio Legale Lanocita si occupa di 
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;a href="https://www.studiolegalelanocita.com/diritto-dei-contratti-pubblici-salerno"&gt;&#xD;
        
                        
        
    
    
      diritto dei contratti pubblici
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;/a&gt;&#xD;
      
                      
      
  
  
     e riceve richieste di
parere all'indirizzo indicato nella pagina contatti.
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      Nelle controversie in materia di appalti operano termini perentori e particolarmente brevi:
la loro decorrenza va verificata sul singolo caso.
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      Nella predisposizione di questo contributo sono stati impiegati strumenti di intelligenza
artificiale per la ricerca e l'organizzazione delle fonti. Il testo è redatto, verificato e
sottoscritto dall'Avv. Giuseppe Lanocita.
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      Aggiornato al 19 agosto 2026.
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/74cc8545/dms3rep/multi/costo-manodopera-verifica-anomalia-onere-prova-og-16c9eb2d.png" length="33539" type="image/png" />
      <pubDate>Wed, 19 Aug 2026 07:15:00 GMT</pubDate>
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      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Avvalimento operativo: nullità per indeterminatezza</title>
      <link>https://www.studiolegalelanocita.com/avvalimento-operativo-nullita-indeterminatezza</link>
      <description>Il contratto di avvalimento operativo è nullo se non individua le risorse. Per quello di garanzia basta l'impegno: dove passa il confine.</description>
      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/74cc8545/files/uploaded/avvalimento-operativo-nullita-indeterminatezza-og.png" alt="" title=""/&gt;&#xD;
  &lt;span&gt;&#xD;
  &lt;/span&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;em&gt;&#xD;
        
                        
        
    
    
      Art. 104 d.lgs. 36/2023; Cons. Stato, sez. IV, 7 ottobre 2021, n. 6711
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;/em&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      L'art. 104 del d.lgs. 31 marzo 2023, n. 36, ha definito l'avvalimento come contratto tipico,
a forma scritta 
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;em&gt;&#xD;
        
                        
        
    
    
      ad substantiam
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;/em&gt;&#xD;
      
                      
      
  
  
    , con «indicazione specifica delle risorse» messe a
disposizione e di norma oneroso. Da questa struttura discende la sanzione che domina il
contenzioso in materia: la 
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
        
    
    
      nullità per indeterminatezza dell'oggetto
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
                      
      
  
  
    , ai sensi degli artt.
1325, 1346 e 1418 c.c.
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
        
    
    
      La tesi che qui si sostiene
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
                      
      
  
  
     è che l'onere di specificità non è un requisito uniforme ma un
requisito a geometria variabile, la cui intensità dipende da che cosa venga prestato — e che
il contenzioso più recente non riguarda più il quantum di dettaglio richiesto, ma la

    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
        
    
    
      qualificazione
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
                      
      
  
  
     dell'oggetto prestato, perché è dalla qualificazione che il quantum
discende.
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h2&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      1. La bipartizione, e il suo fondamento
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      La distinzione fra avvalimento 
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
        
    
    
      operativo
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
                      
      
  
  
     e avvalimento 
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
        
    
    
      di garanzia
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
                      
      
  
  
     è antica ma resta
il perno di ogni valutazione. Il primo mette a disposizione risorse tecniche, strumentali,
umane, esperienza, certificazioni; il secondo presta capacità economico-finanziaria, il cui
indice tipico è il fatturato.
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      L'onere di specificità trova «piena e incondizionata applicazione nel caso di avvalimento
tecnico od operativo e non nel caso di avvalimento di garanzia», il quale amplia lo spettro
della responsabilità con le risorse economiche dell'ausiliaria senza che sia necessario
indicare uno specifico sostrato aziendale: così il TAR Abruzzo, L'Aquila, con la sentenza
n. 432/2022, che estende la conclusione anche al 
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
        
    
    
      fatturato specifico
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
                      
      
  
  
    , salva la prova di
caratteristiche prettamente tecnico-operative.
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      La distinzione è massimata dall'Ufficio del Massimario della giustizia amministrativa con
riferimento a Cons. Stato, sez. IV, 7 ottobre 2021, n. 6711, e ricorre nella giurisprudenza
successiva. Merita segnalazione un rilievo che si sta consolidando: 
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
        
    
    
      l'art. 104 sembra
riferirsi al solo avvalimento tecnico-operativo
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
                      
      
  
  
    , non applicandosi a quello di garanzia
(Cons. Stato n. 7281/2025; TAR Sicilia, Catania, n. 515/2026).
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h2&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      2. Determinatezza o determinabilità
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      Il secondo asse del giudizio è il grado di precisione richiesto, e qui la giurisprudenza è
divisa in modo che conviene rappresentare con esattezza.
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      Un primo indirizzo salva il contratto quando l'oggetto, pur non puntualmente determinato, sia

    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
        
    
    
      agevolmente determinabile
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
                      
      
  
  
     dal tenore complessivo del documento, alla luce degli artt.
1346, 1363 e 1367 c.c.; e nega l'applicabilità della teorica della forma-contenuto, trattandosi
di contratto fra professionisti (TAR Campania, Napoli, n. 51/2020). Nella stessa direzione, il
Consiglio di Stato con la sentenza n. 10604/2022 distingue fra 
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
        
    
    
      requisiti
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
                      
      
  
  
     — il fatturato
globale, la certificazione di qualità — e 
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
        
    
    
      risorse
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
                      
      
  
  
    : solo per queste ultime, in quanto beni
ai sensi dell'art. 821 c.c., è richiesta la determinatezza; per il resto basta la
determinabilità.
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      Un secondo indirizzo esige invece l'elenco puntuale 
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
        
    
    
      in seno al contratto
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
                      
      
  
  
    , e nega valore
alle dichiarazioni unilaterali esterne che integrino a posteriori l'oggetto.
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      Un punto è comunque pacifico e va usato in difesa: chi eccepisce la nullità deve indicare

    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
        
    
    
      quali
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
                      
      
  
  
     elementi manchino, e l'elencazione puntuale di risorse professionali e strumentali
rende l'oggetto determinato prima ancora che determinabile (TAR Campania, Salerno,
n. 2174/2025).
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h2&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      3. Il fronte aperto: certificazioni di qualità e parità di genere
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      È qui che si concentra il contenzioso più recente, ed è la ragione per cui la qualificazione
conta più del dettaglio.
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      Finché la certificazione veniva assimilata a un requisito di ordine generale, la sua
prestazione ricadeva nell'area dell'avvalimento di garanzia e l'onere di specificità restava
attenuato. La tendenza attuale è opposta: si tratta di verificare quale organizzazione
aziendale stia dietro la certificazione, e dunque di attrarre l'operazione all'avvalimento
operativo. In questa linea si colloca la pronuncia secondo cui è nullo il contratto di
avvalimento della 
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
        
    
    
      certificazione di parità di genere
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
                      
      
  
  
     che si limiti a richiamare il
certificato, poiché da esso non si evince quali risorse dell'ausiliaria siano oggetto del
prestito (Cons. Stato, sez. VI, 18 giugno 2025, n. 5345).
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      L'indicazione operativa che se ne ricava è semplice da enunciare e faticosa da attuare: la
certificazione non si presta, si presta l'organizzazione che l'ha resa possibile, e quella va
descritta.
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h2&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      4. Il resto della disciplina, in breve
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      Per lavori di importo pari o superiore a 150.000 euro e per servizi e forniture, l'oggetto del
contratto è costituito dalle dotazioni e risorse che avrebbero consentito all'ausiliaria di
ottenere l'attestazione di qualificazione (comma 2). I titoli abilitativi e professionali non
sono trasferibili, e le relative attività vanno eseguite direttamente dall'ausiliaria (comma
3). Il contratto va allegato in originale o copia autentica, con dichiarazione che precisi se
l'avvalimento serve ad acquisire un requisito o a 
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
        
    
    
      migliorare l'offerta
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
                      
      
  
  
     — l'avvalimento
premiale (comma 4, modificato dall'art. 34, comma 1, lettera a, del d.lgs. 209/2024).
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      In caso di dichiarazioni mendaci l'operatore ha un termine non superiore a 
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
        
    
    
      dieci giorni
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
                      
      
  
  
    
per indicare altra ausiliaria, purché la sostituzione non modifichi sostanzialmente l'offerta
(comma 5). Il responsabile unico del progetto verifica in corso d'opera l'
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
        
    
    
      effettivo
impiego
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
                      
      
  
  
     delle risorse (comma 9). L'avvalimento non è ammesso per l'iscrizione all'Albo
nazionale gestori ambientali (comma 10). Il comma 12, sulle incompatibilità nell'avvalimento
premiale, è stato modificato dall'art. 34, comma 1, lettera b), del correttivo.
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      Va infine ricordato il raccordo con l'art. 101: la 
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
        
    
    
      mancata presentazione
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
                      
      
  
  
     del contratto di
avvalimento è sanabile in soccorso istruttorio, purché con documento di data certa anteriore
al termine di presentazione delle offerte. La sua 
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
        
    
    
      genericità
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
                      
      
  
  
    , invece, non è sanabile.
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h2&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      5. Come si scrive un contratto che regge
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      Tre indicazioni, tutte ricavate dai vizi che vengono censurati più spesso.
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      L'elenco delle risorse va dentro il contratto, non in una dichiarazione unilaterale allegata:
mezzi e attrezzature identificati, personale con le rispettive qualifiche, 
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;em&gt;&#xD;
        
                        
        
    
    
      know how
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;/em&gt;&#xD;
      
                      
      
  
  
    
trasferito con modalità concrete — la dirigenza tecnica messa a disposizione, il programma di
formazione, l'assistenza in cantiere.
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      Le clausole di stile che ripetono il testo di legge sono il vizio più frequentemente accolto:
un contratto che si limiti a dichiarare che l'ausiliaria «mette a disposizione tutte le
risorse necessarie» è, in questa materia, un contratto senza oggetto.
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      Va infine previsto un corrispettivo, oppure motivato l'interesse proprio dell'ausiliaria, dal
momento che l'art. 104, comma 1, pone l'onerosità come regola e la gratuità come eccezione da
giustificare.
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      Il presente contributo tratta la questione in termini generali. L'applicazione al caso
concreto richiede l'esame degli atti e delle circostanze specifiche.
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      Lo Studio Legale Lanocita si occupa di 
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;a href="https://www.studiolegalelanocita.com/diritto-dei-contratti-pubblici-salerno"&gt;&#xD;
        
                        
        
    
    
      diritto dei contratti pubblici
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;/a&gt;&#xD;
      
                      
      
  
  
     e riceve richieste di
parere all'indirizzo indicato nella pagina contatti.
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      Nelle controversie in materia di appalti operano termini perentori e particolarmente brevi:
la loro decorrenza va verificata sul singolo caso.
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      Nella predisposizione di questo contributo sono stati impiegati strumenti di intelligenza
artificiale per la ricerca e l'organizzazione delle fonti. Il testo è redatto, verificato e
sottoscritto dall'Avv. Giuseppe Lanocita.
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      Aggiornato al 19 agosto 2026.
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Wed, 19 Aug 2026 07:14:00 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>Accesso agli atti di gara: che cosa si può ottenere</title>
      <link>https://www.studiolegalelanocita.com/accesso-atti-gara-appalto-oscuramento-termini</link>
      <description>Gli atti arrivano in piattaforma senza istanza. L'oscuramento per segreti tecnici va motivato voce per voce: dieci giorni per contestarlo.</description>
      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/74cc8545/files/uploaded/accesso-atti-gara-appalto-oscuramento-termini-og.png" alt="" title=""/&gt;&#xD;
  &lt;span&gt;&#xD;
  &lt;/span&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;em&gt;&#xD;
        
                        
        
    
    
      Artt. 35 e 36 d.lgs. 36/2023; Cons. Stato, sez. III, 25 luglio 2025, n. 6620
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;/em&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      Nel nuovo codice dei contratti pubblici non si presenta più un'istanza: gli atti arrivano da
soli. Contestualmente alla comunicazione digitale dell'aggiudicazione, tutti i candidati e
gli offerenti non definitivamente esclusi ricevono in piattaforma 
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
        
    
    
      l'offerta
dell'aggiudicatario, i verbali di gara e gli atti presupposti
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
                      
      
  
  
    ; i primi cinque in graduatoria
vedono reciprocamente anche le rispettive offerte (art. 36, commi 1 e 2, del d.lgs. 31 marzo
2023, n. 36).
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      Il che sposta la questione altrove: non su 
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;em&gt;&#xD;
        
                        
        
    
    
      come
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;/em&gt;&#xD;
      
                      
      
  
  
     ottenere gli atti, ma su che cosa
l'amministrazione può legittimamente 
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
        
    
    
      oscurare
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
                      
      
  
  
    .
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h2&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      L'oscuramento non è automatico
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      L'art. 35, comma 4, lettera a), consente di sottrarre all'accesso le informazioni che
costituiscono segreti tecnici o commerciali, ma non lo fa d'ufficio: presuppone una

    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
        
    
    
      dichiarazione dell'offerente motivata e comprovata
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
                      
      
  
  
    . E la stazione appaltante deve dare
atto della propria decisione sull'oscuramento nella comunicazione di aggiudicazione (art. 36,
comma 3).
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      Su questo la giurisprudenza si è fatta rigorosa. Sono generiche e insufficienti le
dichiarazioni che indicano in blocco «i documenti inseriti in offerta tecnica» rinviando a una
tabella: la norma esige una motivazione riferita a 
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
        
    
    
      specifici
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
                      
      
  
  
     segreti (Cons. Stato
n. 2148/2026). Verso i destinatari qualificati dei commi 1 e 2 dell'art. 36, del resto, nulla
può restare non conoscibile: dev'essere resa nota anche la 
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;em&gt;&#xD;
        
                        
        
    
    
      ragione
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;/em&gt;&#xD;
      
                      
      
  
  
     dell'oscuramento o della
sua negazione (Cons. Stato n. 61/2026).
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      Per riempire di contenuto la nozione di segreto i giudici attingono all'art. 98 del codice
della proprietà industriale, il d.lgs. 10 febbraio 2005, n. 30, come modificato dal d.lgs.
63/2018 in attuazione della direttiva 2016/943/UE: occorre che le informazioni siano segrete,
abbiano valore economico 
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
        
    
    
      in quanto
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
                      
      
  
  
     segrete e siano sottoposte a misure ragionevoli di
protezione (Cons. Stato n. 2150/2026; nello stesso senso TAR Lazio, Roma, nn. 11698 e 11992
del 2026).
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      Il criterio ha una conseguenza pratica netta: soluzioni meramente organizzative — turni,
formazione del personale, orari, servizi di 
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;em&gt;&#xD;
        
                        
        
    
    
      contact center
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;/em&gt;&#xD;
      
                      
      
  
  
     — non sono segreto tecnico.
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h2&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      L'accesso difensivo
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      L'art. 35, comma 5, prevede che l'accesso sia consentito quando indispensabile alla difesa in
giudizio. Il passaggio testuale dal previgente «sono esclusi» all'attuale «possono essere
esclusi» ne ha rafforzato la portata, e la giurisprudenza vi si è allineata: la 
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;em&gt;&#xD;
        
                        
        
    
    
      ratio legis
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;/em&gt;&#xD;
      
                      
      
  
  
    
è evitare i cosiddetti ricorsi al buio, e una lettura che comprima l'ostensione collide con il
diritto di difesa costituzionalmente garantito (Cons. Stato n. 4327/2026).
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h2&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      I dieci giorni, e quando non si applicano
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      Qui sta il vero rischio per l'impresa, perché il termine è molto più breve di quello ordinario.
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      Le decisioni sull'oscuramento si impugnano ai sensi dell'art. 116 del codice del processo
amministrativo 
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
        
    
    
      entro dieci giorni
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
                      
      
  
  
     dalla comunicazione digitale dell'aggiudicazione; le
parti intimate si costituiscono entro dieci giorni; il rito è camerale a termini dimezzati e
la sentenza semplificata va depositata entro cinque giorni (art. 36, commi 4 e 7). Fino al
decorso dei dieci giorni vige il divieto di ostensione (comma 5).
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      Il rito è però 
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
        
    
    
      eccezionale e derogatorio
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
                      
      
  
  
    , e si applica solo alla fattispecie tipica: una
decisione espressa sull'oscuramento, comunicata insieme all'aggiudicazione. Fuori da
quell'ipotesi riespande il rito ordinario dell'art. 116, e la mera inerzia
dell'amministrazione non vale statuizione implicita (Cons. Stato, sez. III, 25 luglio 2025,
n. 6620). Analogamente, se gli 
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;em&gt;&#xD;
        
                        
        
    
    
      omissis
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;/em&gt;&#xD;
      
                      
      
  
  
     prescindono da segreti tecnici o commerciali — per
esempio riguardano la verifica dei requisiti generali — il rito acceleratorio non si applica
(TAR Lombardia, Milano, n. 3634/2024).
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      La verifica da compiere alla ricezione della comunicazione è dunque questa: 
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
        
    
    
      contiene una
decisione espressa sull'oscuramento?
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
                      
      
  
  
     Se sì, i giorni sono dieci. Se manca del tutto, si è
fuori dal rito accelerato e valgono i termini ordinari.
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h2&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      Che cosa resta differito
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      L'art. 35, comma 2, differisce l'accesso alle offerte, ai verbali di valutazione e a quelli
della verifica di anomalia 
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
        
    
    
      fino all'aggiudicazione
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
                      
      
  
  
    . Il comma 3 richiama espressamente il
rilievo penale della divulgazione anticipata ai sensi dell'art. 326 del codice penale.
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      Sono inoltre sottratti all'accesso i pareri legali acquisiti per la soluzione di liti
potenziali o in atto, le relazioni riservate del direttore dei lavori, del direttore
dell'esecuzione e dell'organo di collaudo, e le soluzioni tecniche delle piattaforme coperte
da privativa (art. 35, comma 4).
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      Va segnalato che il correttivo, d.lgs. 31 dicembre 2024, n. 209, ha modificato l'art. 35,
comma 4, lettera a), e vi ha introdotto il comma 5-bis in tema di consenso al trattamento dei
dati attraverso il fascicolo virtuale dell'operatore economico.
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h2&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      Le due strategie, speculari
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      Chi vuole 
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
        
    
    
      proteggere
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
                      
      
  
  
     la propria offerta deve depositare una dichiarazione voce per voce,
indicando per ciascun elemento oggetto, funzione e vantaggio competitivo che ne deriva. Le
formule di stile fanno cadere l'oscuramento per intero, ed espongono anche alla sanzione che
l'ANAC può irrogare per oscuramenti reiterati e infondati (art. 36, comma 6).
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      Chi vuole 
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
        
    
    
      accedere
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
                      
      
  
  
     deve muoversi entro dieci giorni se la decisione è stata comunicata,
puntando sull'indispensabilità difensiva e sulla genericità della dichiarazione avversaria: è
il vizio che la giurisprudenza censura con maggiore frequenza.
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      Il presente contributo tratta la questione in termini generali. L'applicazione al caso
concreto richiede l'esame degli atti e delle circostanze specifiche.
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      Lo Studio Legale Lanocita si occupa di 
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;a href="https://www.studiolegalelanocita.com/diritto-dei-contratti-pubblici-salerno"&gt;&#xD;
        
                        
        
    
    
      diritto dei contratti pubblici
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;/a&gt;&#xD;
      
                      
      
  
  
     e riceve richieste di
parere all'indirizzo indicato nella pagina contatti.
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      Nelle controversie in materia di appalti operano termini perentori e particolarmente brevi:
la loro decorrenza va verificata sul singolo caso.
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      Nella predisposizione di questo contributo sono stati impiegati strumenti di intelligenza
artificiale per la ricerca e l'organizzazione delle fonti. Il testo è redatto, verificato e
sottoscritto dall'Avv. Giuseppe Lanocita.
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      Aggiornato al 19 agosto 2026.
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/74cc8545/dms3rep/multi/accesso-atti-gara-appalto-oscuramento-termini-og-627c2f1e.png" length="33907" type="image/png" />
      <pubDate>Wed, 19 Aug 2026 07:13:00 GMT</pubDate>
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      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Soccorso istruttorio: perimetro e limiti</title>
      <link>https://www.studiolegalelanocita.com/soccorso-istruttorio-perimetro-limiti</link>
      <description>Sanabile la documentazione amministrativa, non l'offerta. Le quattro figure dell'art. 101 e l'apertura dell'Adunanza plenaria del 2025.</description>
      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/74cc8545/files/uploaded/soccorso-istruttorio-perimetro-limiti-og.png" alt="" title=""/&gt;&#xD;
  &lt;span&gt;&#xD;
  &lt;/span&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;em&gt;&#xD;
        
                        
        
    
    
      Art. 101 d.lgs. 36/2023; Cons. Stato, Ad. plen., 9 giugno 2025, n. 6
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;/em&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      L'art. 101 del d.lgs. 31 marzo 2023, n. 36, ha fatto del soccorso istruttorio un obbligo e
non più una facoltà, e ne ha articolato l'ambito in quattro figure distinte. La linea di
confine è però rimasta dove stava: 
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
        
    
    
      si sana la documentazione amministrativa, non l'offerta
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
                      
      
  
  
    .
La tesi che qui si sostiene è che l'intero contenzioso in materia si gioca su quella linea, e
che le pronunce del biennio 2025-2026 l'hanno confermata proprio mentre allargavano ciò che
le sta intorno.
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h2&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      1. Le quattro figure
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      La tassonomia è stata fissata dal Consiglio di Stato nella sentenza n. 6875/2024, che
distingue il soccorso 
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
        
    
    
      integrativo o completivo
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
                      
      
  
  
     (comma 1, lettera a), il soccorso

    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
        
    
    
      sanante
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
                      
      
  
  
     (comma 1, lettera b), il soccorso 
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
        
    
    
      procedimentale o in senso stretto
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
                      
      
  
  
     (comma 3)
e il soccorso 
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
        
    
    
      correttivo
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
                      
      
  
  
     (comma 4), quest'ultimo di nuovo conio.
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      Il comma 1, lettera a), consente di integrare la documentazione trasmessa purché con
documenti di 
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
        
    
    
      data certa anteriore
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
                      
      
  
  
     al termine di presentazione delle offerte, e nomina
espressamente la garanzia provvisoria, il contratto di avvalimento e l'impegno a conferire
mandato collettivo. La lettera b) consente di sanare ogni omissione, inesattezza o
irregolarità della domanda di partecipazione, con l'unico limite dell'assoluta incertezza
sull'identità del concorrente.
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      Il comma 3 disciplina i chiarimenti sul contenuto dei documenti già presentati. Il comma 4,
infine, ammette la rettifica dell'errore materiale, ed è la figura che merita più attenzione
perché opera 
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
        
    
    
      sull'offerta
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
                      
      
  
  
    : il Consiglio di Stato, nella pronuncia n. 4225/2026, osserva
che a fronte della regola generale di immodificabilità il comma 4 introduce un intervento
successivo alla presentazione, subordinato a plurimi presupposti, e richiama la sentenza
della Corte di giustizia 29 marzo 2012 nella causa C-599/11.
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      Il termine assegnato dalla stazione appaltante non può essere inferiore a cinque né superiore
a dieci giorni, e il suo decorso inutile comporta 
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
        
    
    
      esclusione
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
                      
      
  
  
     ai sensi del comma 2.
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h2&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      2. Il limite che non si sposta
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      Anche dilatando al massimo la portata dell'istituto, resta ferma la non soccorribilità — né
integrativa né sanante — degli elementi che integrano, anche documentalmente, il contenuto
dell'offerta: così il TAR Toscana nella sentenza n. 1204/2024. Nella stessa direzione il TAR
Lazio, con la pronuncia n. 14254/2023, distingue le carenze relative ai requisiti di ordine
generale, emendabili, da quelle inerenti ai requisiti di ordine speciale, in quanto atte a
strutturare i termini dell'offerta.
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      Il TAR Lazio, con la sentenza n. 12220/2026, ha respinto anche la tesi di un «soccorso
sostanzialista» invocato per coprire una carenza di requisito: l'art. 101 non consente di
supplire al mancato possesso. È la conferma che il soccorso rimedia a un difetto di

    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
        
    
    
      documentazione
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
                      
      
  
  
    , non a un difetto di 
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
        
    
    
      sostanza
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
                      
      
  
  
    .
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      Vale la pena segnalare, sul versante applicativo, la distinzione operata dal TAR Abruzzo con
la sentenza n. 263/2026: la 
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
        
    
    
      mancata
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
                      
      
  
  
     presentazione della garanzia provvisoria è sanabile
solo con documento di data certa anteriore, mentre la garanzia irregolare o invalida ricade
nel soccorso sanante, che l'anteriorità non richiede. È una differenza sottile con effetti
opposti.
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h2&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      3. L'apertura dell'Adunanza plenaria sulle condizioni estrinseche
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      È la novità del 2025, e riguarda un contrasto durato anni sul pagamento tardivo del
contributo ANAC.
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      La questione era stata rimessa dalla sezione III con l'ordinanza 7 gennaio 2025, n. 48, e
l'Adunanza plenaria l'ha risolta con la sentenza 9 giugno 2025, n. 6, introducendo una
distinzione destinata ad avere applicazioni più ampie: quella fra requisiti 
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
        
    
    
      intrinseci
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
                      
      
  
  
     di
partecipazione e condizioni 
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
        
    
    
      estrinseche
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
                      
      
  
  
     alla procedura. Il contributo ANAC appartiene alle
seconde, e il suo pagamento tardivo è perciò sanabile in sede di soccorso. Il principio è già
applicato dai giudici di merito, fra cui il TAR Toscana con la sentenza n. 1889/2025.
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      L'interesse della decisione sta nella tecnica argomentativa più che nell'esito: la Plenaria
non ha allargato il perimetro della sanatoria documentale, ha spostato fuori da quel
perimetro un adempimento che vi era stato erroneamente attratto.
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h2&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      4. Il soccorso correttivo e la sua incerta portata
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      Il comma 4 è la figura più nuova e la meno assestata. Consente all'operatore di rettificare
un errore materiale dell'offerta, purché la rettifica non equivalga a una nuova offerta né a
una sua modifica sostanziale, e va attivata 
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
        
    
    
      entro il giorno fissato per l'apertura delle
offerte
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
                      
      
  
  
    .
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      Il perimetro è in via di definizione. La dottrina che si è occupata dell'istituto ne esclude,
almeno in linea di principio, l'applicazione retroattiva alle procedure indette prima del
nuovo codice. E la giurisprudenza, per ora, ne fa un uso prudente: l'ampiezza dei presupposti
richiesti dal comma 4 lascia intendere che la rettifica sia ammessa solo quando l'errore
risulti riconoscibile dal contesto dell'offerta stessa.
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h2&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      5. Il correttivo del 2024
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      Va segnalato un dato che merita verifica diretta prima di essere affermato in un atto:

    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
        
    
    
      l'art. 101 non risulta modificato
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
                      
      
  
  
     dal d.lgs. 31 dicembre 2024, n. 209. L'intervento del
correttivo si è concentrato sul contiguo art. 99, con l'introduzione del comma 3-bis
sull'aggiudicazione previa autocertificazione in caso di malfunzionamento del fascicolo
virtuale e delle piattaforme — disposizione che una parte dei commentatori legge come
conferma dell'evoluzione sostanzialistica dell'istituto.
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h2&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      6. Indicazioni operative
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      Per l'operatore economico, la regola di condotta è una sola e non ammette eccezioni:

    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
        
    
    
      rispondere entro il termine assegnato, sempre
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
                      
      
  
  
    , anche parzialmente. Il decorso inutile
esclude di per sé, a prescindere dal possesso sostanziale del requisito.
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      Se manca il contratto di avvalimento o la garanzia provvisoria, occorre procurarsi un
documento con data certa 
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
        
    
    
      anteriore
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
                      
      
  
  
     alla scadenza delle offerte: la produzione tardiva è
sanabile, l'assenza di anteriorità no. E il soccorso non va usato per riscrivere quote di
esecuzione o voci dell'offerta: è il terreno su cui l'esclusione regge in giudizio.
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      Per la stazione appaltante, l'obbligatorietà dell'istituto significa che l'omesso soccorso è
di per sé un vizio del provvedimento di esclusione. La verifica preliminare da compiere,
davanti a una carenza documentale, è se essa attenga alla domanda di partecipazione — e
allora il soccorso è dovuto — oppure all'offerta, e allora è precluso.
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      Sullo stesso istituto, con taglio divulgativo: 
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;a href="/esclusione-gara-appalto-impugnazione-termini"&gt;&#xD;
        
                        
        
    
    
      Esclusione da una gara: che cosa si può fare
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;/a&gt;&#xD;
      
                      
      
  
  
    .
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      Il presente contributo tratta la questione in termini generali. L'applicazione al caso
concreto richiede l'esame degli atti e delle circostanze specifiche.
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      Lo Studio Legale Lanocita si occupa di 
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;a href="https://www.studiolegalelanocita.com/diritto-dei-contratti-pubblici-salerno"&gt;&#xD;
        
                        
        
    
    
      diritto dei contratti pubblici
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;/a&gt;&#xD;
      
                      
      
  
  
     e riceve richieste di
parere all'indirizzo indicato nella pagina contatti.
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      Nelle controversie in materia di appalti operano termini perentori e particolarmente brevi:
la loro decorrenza va verificata sul singolo caso.
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      Nella predisposizione di questo contributo sono stati impiegati strumenti di intelligenza
artificiale per la ricerca e l'organizzazione delle fonti. Il testo è redatto, verificato e
sottoscritto dall'Avv. Giuseppe Lanocita.
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      Aggiornato al 19 agosto 2026.
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Wed, 19 Aug 2026 07:12:00 GMT</pubDate>
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      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Esclusione da una gara: che cosa si può fare</title>
      <link>https://www.studiolegalelanocita.com/esclusione-gara-appalto-impugnazione-termini</link>
      <description>L'esclusione va impugnata entro trenta giorni: se diventa definitiva, l'impresa perde la legittimazione a contestare l'aggiudicazione.</description>
      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/74cc8545/files/uploaded/esclusione-gara-appalto-impugnazione-termini-og.png" alt="" title=""/&gt;&#xD;
  &lt;span&gt;&#xD;
  &lt;/span&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;em&gt;&#xD;
        
                        
        
    
    
      Art. 120 c.p.a. come sostituito dal d.lgs. 36/2023; Cons. Stato, Ad. plen., n. 12/2020
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;/em&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      Impugnarla subito, e comunque entro 
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
        
    
    
      trenta giorni
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
                      
      
  
  
    . L'esclusione è atto immediatamente
lesivo e va contestata da sola: attendere l'aggiudicazione è fatale, perché l'esclusione non
impugnata diventa definitiva e l'impresa perde la legittimazione a gravare gli atti di una
gara cui non partecipa più. È il principio affermato dall'Adunanza plenaria del Consiglio di
Stato con la sentenza 2 luglio 2020, n. 12, e da allora costantemente ribadito.
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      Il termine è quello dell'art. 120, comma 2, del codice del processo amministrativo, nel testo
sostituito dall'art. 209, comma 1, lettera a), del d.lgs. 31 marzo 2023, n. 36, in vigore dal
1° luglio 2023. Decorre dalla ricezione della comunicazione prevista dall'art. 90 del codice
dei contratti pubblici — che per l'esclusione dev'essere motivata e va inviata entro cinque
giorni dall'adozione — oppure dalla messa a disposizione degli atti ai sensi dell'art. 36,
commi 1 e 2.
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h2&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      Il momento da cui contare
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      Il criterio è la 
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
        
    
    
      piena conoscenza
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
                      
      
  
  
    : il termine decadenziale decorre dal momento in cui
l'interessato acquisisce, o è messo in grado di acquisire, conoscenza degli atti che lo
ledono (TAR Campania, Salerno, n. 1921/2025).
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      Ne discende un corollario importante nella pratica: la sola pubblicazione in piattaforma,
senza la comunicazione motivata dell'art. 90, non fa decorrere il termine. E se
l'amministrazione rifiuta l'accesso o lo ritarda con condotte dilatorie, il termine decorre
solo da quando l'interessato ha effettivamente conosciuto gli atti (TAR Lazio, Roma,
n. 22130/2024).
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h2&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      La dilazione da accesso, e il suo prezzo
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      Quando la comunicazione non è motivata o gli atti non sono disponibili, l'impresa può
chiedere l'accesso, e l'istanza produce una dilazione del termine. La materia è però divisa,
e conviene saperlo prima di farci affidamento.
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      La giurisprudenza registra almeno tre orientamenti: quello che riconosce un termine
complessivo di quarantacinque giorni, cioè trenta più quindici; quello che riconosce trenta
giorni pieni decorrenti dall'evasione dell'istanza, purché tempestiva; quello che sottrae al
termine i giorni impiegati per l'accesso. Il TAR Sicilia, Palermo, con la sentenza
n. 2841/2023, ha osservato che sono compatibili con l'art. 24 della Costituzione solo le
interpretazioni che lascino al ricorrente 
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
        
    
    
      non meno di trenta giorni
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
                      
      
  
  
     per agire.
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      Restano fermi due punti pratici. L'istanza di accesso va proposta 
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
        
    
    
      entro quindici giorni
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
                      
      
  
  
    
dalla comunicazione dell'evento pregiudizievole, ed è quella la soglia di diligenza che
consente di invocare la dilazione. E la dilazione 
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
        
    
    
      non opera
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
                      
      
  
  
     se l'eventuale diniego di
accesso si consolida senza essere impugnato (TAR Lombardia, Milano, n. 442/2026).
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h2&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      Che cosa si può censurare
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      Il ricorso contro l'esclusione può investire il merito del provvedimento — l'insussistenza
della causa di esclusione, l'errata applicazione della 
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;em&gt;&#xD;
        
                        
        
    
    
      lex specialis
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;/em&gt;&#xD;
      
                      
      
  
  
     — ma spesso il motivo
più solido è procedimentale, e riguarda il 
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
        
    
    
      soccorso istruttorio
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
                      
      
  
  
    : la stazione appaltante
avrebbe dovuto attivarlo e non lo ha fatto, oppure lo ha attivato male. Il soccorso è oggi un
obbligo, non una facoltà, e copre l'intera documentazione amministrativa; il tema è trattato
nel contributo dedicato pubblicato in questa stessa sezione tecnica.
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      Va invece maneggiata con prudenza la censura sulla 
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;em&gt;&#xD;
        
                        
        
    
    
      lex specialis
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;/em&gt;&#xD;
      
                      
      
  
  
    . Le clausole del bando si
impugnano di regola insieme all'esclusione o all'aggiudicazione a terzi, e la partecipazione
alla gara non implica acquiescenza alle clausole prive di immediata lesività (TAR Lombardia,
Milano, nn. 1534 e 1538 del 2020). L'onere di immediata impugnazione del bando resta
eccezionale e ricorre solo a fronte di clausole immediatamente escludenti: non si fonda su
formule stereotipate, ma sulla verifica di una lesione concreta e attuale (TAR Lazio, Roma,
n. 8657/2026, che richiama Cons. Stato, Adunanza plenaria, 29 gennaio 2003, n. 1).
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h2&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      Il termine di sei mesi
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      Esiste un'ipotesi residuale che è bene conoscere. Quando il bando non sia stato pubblicato,
il termine è di trenta giorni dall'avviso di aggiudicazione; e se gli avvisi sono stati
omessi o non sono conformi, il ricorso va comunque proposto 
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
        
    
    
      non oltre sei mesi
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
                      
      
  
  
     dal giorno
successivo alla stipula del contratto comunicata (art. 120, comma 3, c.p.a.).
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      Va infine ricordato che contro gli atti delle procedure di affidamento è 
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
        
    
    
      escluso il ricorso
straordinario
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
                      
      
  
  
     al Presidente della Repubblica, e che il ricorso deve indicare il codice
identificativo di gara (art. 120, comma 1).
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h2&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      In sintesi, l'ordine delle mosse
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      Alla ricezione della comunicazione di esclusione, l'impresa ha interesse a fare tre cose in
sequenza: verificare se la comunicazione è motivata e se gli atti sono stati messi a
disposizione; se non lo sono, presentare istanza di accesso entro quindici giorni e
conservarne prova; impugnare entro trenta giorni, senza attendere l'esito della gara.
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      E, se il diniego di accesso arriva, impugnare anche quello: è la condizione perché la
dilazione regga.
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      Sullo stesso istituto, con taglio tecnico: 
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;a href="/soccorso-istruttorio-perimetro-limiti"&gt;&#xD;
        
                        
        
    
    
      Soccorso istruttorio: perimetro e limiti
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;/a&gt;&#xD;
      
                      
      
  
  
    .
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      Il presente contributo tratta la questione in termini generali. L'applicazione al caso
concreto richiede l'esame degli atti e delle circostanze specifiche.
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      Lo Studio Legale Lanocita si occupa di 
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;a href="https://www.studiolegalelanocita.com/diritto-dei-contratti-pubblici-salerno"&gt;&#xD;
        
                        
        
    
    
      diritto dei contratti pubblici
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;/a&gt;&#xD;
      
                      
      
  
  
     e riceve richieste di
parere all'indirizzo indicato nella pagina contatti.
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      Nelle controversie in materia di appalti operano termini perentori e particolarmente brevi:
la loro decorrenza va verificata sul singolo caso.
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      Nella predisposizione di questo contributo sono stati impiegati strumenti di intelligenza
artificiale per la ricerca e l'organizzazione delle fonti. Il testo è redatto, verificato e
sottoscritto dall'Avv. Giuseppe Lanocita.
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      Aggiornato al 19 agosto 2026.
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/74cc8545/dms3rep/multi/esclusione-gara-appalto-impugnazione-termini-og-1cd46a3f.png" length="33742" type="image/png" />
      <pubDate>Wed, 19 Aug 2026 07:11:00 GMT</pubDate>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Il licenziamento regge se il motivo cambia?</title>
      <link>https://www.studiolegalelanocita.com/cambio-motivo-licenziamento-immodificabilita</link>
      <description>Le ragioni comunicate nella lettera di recesso non si sostituiscono in giudizio. Ma difendere il motivo già comunicato non è cambiarlo.</description>
      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/74cc8545/files/uploaded/cambio-motivo-licenziamento-immodificabilita-og.png" alt="" title=""/&gt;&#xD;
  &lt;span&gt;&#xD;
  &lt;/span&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;em&gt;&#xD;
        
                        
        
    
    
      Cass. civ., sez. lav., n. 16769/2025
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;/em&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      No, se il motivo viene 
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
        
    
    
      sostituito
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
                      
      
  
  
    . Vale la regola generale dell'immodificabilità delle
ragioni comunicate come motivo di licenziamento, e il datore non può far valere in giudizio,
a sostegno del recesso, ragioni diverse da quelle indicate nella lettera. Sì, invece, se il
datore si limita a 
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
        
    
    
      difendere
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
                      
      
  
  
     il motivo già comunicato con argomenti e prove nuove:
allegare difese non è cambiare motivo.
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      Il fondamento è l'art. 2 della legge 15 luglio 1966, n. 604, che impone la forma scritta e
la contestuale specificazione dei motivi, e sanziona con l'inefficacia il licenziamento
intimato senza l'osservanza di tali forme. La regola serve a garantire il lavoratore, che
altrimenti vedrebbe frustrata la possibilità di contestare la risoluzione: così, con formula
poi ripresa costantemente, Cass. civ., sez. lav., 22 marzo 2005, n. 6143.
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h2&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      Il confine, in concreto
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      La distinzione è più sottile di quanto appaia, e la Cassazione l'ha chiarita in un caso
istruttivo. Un lavoratore era stato licenziato per fine lavori; in giudizio la società aveva
aggiunto la mancanza di commesse e la cessazione dell'attività edile. Il lavoratore
denunciava la violazione dell'immodificabilità della motivazione. La Corte ha ritenuto il
motivo infondato: la società «ha semplicemente prospettato tutte le possibili difese per
dimostrare l'effettiva sussistenza del motivo», restando il recesso sempre ancorato alla
fine del cantiere cui il dipendente era adibito in via esclusiva (Cass. civ., sez. lav.,
n. 16769/2025).
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      Il criterio è dunque questo: si guarda se il 
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
        
    
    
      fatto giustificativo
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
                      
      
  
  
     è rimasto lo stesso.
Se il datore aggiunge elementi che servono a dimostrare quel fatto, è difesa. Se ne aggiunge
altri che ne sostituiscono la ragione, è mutamento, e le ragioni non comunicate non si
possono far valere.
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      Il limite opposto è altrettanto fermo. Nel recesso in prova, la qualificazione dell'atto
come esercizio del potere di recesso durante il periodo di prova preclude al datore di
prospettare a propria difesa circostanze estranee all'esito dell'esperimento, eventualmente
valutabili come giustificato motivo oggettivo: la deduzione, modificando i termini della
controversia, contrasta con il principio del contraddittorio (Cass. civ., sez. lav.,
n. 10305/1998). E nel licenziamento per superamento del comporto non si può tener conto
delle assenze non indicate nella lettera (Cass. civ., sez. lav., 22 marzo 2005, n. 6143).
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h2&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      Quanto dev'essere motivata la lettera
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      Molto meno di quanto si creda. Nel licenziamento disciplinare l'onere di motivazione è
assolto con il 
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
        
    
    
      richiamo alla contestazione
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
                      
      
  
  
     già mossa: la comunicazione del recesso «ben
si può limitare a fare riferimento sintetico a quanto già contestato», e ciò vale anche
quando il contratto collettivo preveda espressamente l'indicazione dei motivi. Non è dovuta
una motivazione «penetrante» analoga a quella dei provvedimenti giurisdizionali, né la
menzione delle giustificazioni rese dal lavoratore e delle ragioni per cui sono state
disattese (Cass. civ., sez. lav., n. 4355/2023).
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      Nella stessa direzione, Cass. civ., sez. lav., 16 gennaio 2006, n. 758: il contenuto
dell'obbligo di motivazione non è quello dei provvedimenti amministrativi, e l'obbligo è
assolto indicando il fatto già oggetto di contestazione, spettando poi al giudice valutare
se quel fatto sia idoneo a giustificare il recesso.
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      Il rischio, per il datore, è dunque 
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
        
    
    
      per difetto e non per eccesso di sintesi
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
                      
      
  
  
    : la lettera
può essere breve, ma deve richiamare la contestazione per intero, perché il fatto che resta
fuori non si recupera in giudizio.
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h2&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      Due regole che convergono
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      Conviene distinguere due vincoli che nel licenziamento disciplinare si saldano ma restano
concettualmente distinti.
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      L'
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
        
    
    
      immutabilità della contestazione
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
                      
      
  
  
    , che discende dall'art. 7 della legge 300/1970,
protegge il contraddittorio all'interno del procedimento disciplinare: vincola il datore ai
fatti contestati.
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      L'
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
        
    
    
      immodificabilità dei motivi
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
                      
      
  
  
    , che discende dall'art. 2 della legge 604/1966, protegge
il contraddittorio nel processo: vincola il datore alle ragioni comunicate nella lettera di
recesso.
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      Poiché la motivazione del recesso disciplinare si assolve con il rinvio alla contestazione,
chi rispetta la prima regola rispetta di norma anche la seconda. Il rischio residuo si
annida in giudizio, quando il datore tenta di sostenere il recesso con ragioni mai
comunicate.
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h2&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      Nullità, inefficacia o preclusione?
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      La distinzione conta perché cambia la tutela.
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      Il difetto di forma scritta e la mancata comunicazione dei motivi sono ricondotti dall'art.
2, comma 3, della legge 604/1966 all'
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
        
    
    
      inefficacia
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
                      
      
  
  
    . Il difetto del requisito di
motivazione è invece attratto, nel regime dell'art. 18 dello Statuto, dal comma 6 —
indennità da sei a dodici mensilità — e, nel regime a tutele crescenti, dall'art. 4 del
d.lgs. 23/2015, formulato in termini pressoché analoghi (Cass. civ., sez. lav., 1° giugno
2026, n. 17283). Il 
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
        
    
    
      radicale difetto di contestazione
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
                      
      
  
  
    , cioè l'inesistenza dell'intero
procedimento, dà invece accesso alla reintegrazione dell'art. 18, comma 4.
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      Quanto al mutamento del motivo in giudizio, non risulta una qualificazione unitaria in
termini di nullità: le pronunce lo trattano come 
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
        
    
    
      preclusione processuale
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
                      
      
  
  
    , nel senso che
le ragioni non comunicate semplicemente non si possono far valere.
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h2&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      I termini da presidiare
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      Il licenziamento va impugnato 
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
        
    
    
      entro sessanta giorni
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
                      
      
  
  
    , a pena di decadenza, dalla
ricezione della comunicazione scritta, ovvero dalla comunicazione dei motivi se non
contestuale; l'impugnazione perde efficacia se entro i 
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
        
    
    
      successivi centottanta giorni
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
                      
      
  
  
    
non viene depositato il ricorso o comunicata la richiesta di conciliazione o arbitrato
(art. 6 della legge 604/1966).
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      Tre precisazioni sui termini, tutte con ricadute pratiche.
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      L'impugnazione non richiede formule particolari: è idonea la comunicazione a mezzo posta
elettronica certificata del difensore con allegato in formato pdf dell'atto sottoscritto
(Cass. civ., sez. lav., 23 aprile 2021, n. 10883).
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      L'impugnazione è però atto unilaterale recettizio ai sensi dell'art. 1335 c.c. e deve

    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
        
    
    
      pervenire
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
                      
      
  
  
     al datore entro il termine: il deposito dell'istanza presso la commissione di
conciliazione non basta, occorre che la convocazione pervenga al datore entro i sessanta
giorni, o che il lavoratore notifichi autonomamente la richiesta (Cass. civ., sez. lav., 15
maggio 2006, n. 11116).
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      La decadenza, infine, non è rilevabile d'ufficio, attenendo a diritto disponibile (Cass.
civ., sez. lav., n. 19405/2011), e non si applica al licenziamento intimato oralmente
(Cass. civ., sez. lav., 21 marzo 2000, n. 3345).
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      Il presente contributo tratta la questione in termini generali. L'applicazione al caso
concreto richiede l'esame degli atti e delle circostanze specifiche.
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      Lo Studio Legale Lanocita si occupa di 
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;a href="https://www.studiolegalelanocita.com/diritto-del-lavoro-e-delle-relazioni-sindacali"&gt;&#xD;
        
                        
        
    
    
      diritto del lavoro e delle relazioni sindacali
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;/a&gt;&#xD;
      
                      
      
  
  
     e
riceve richieste di parere all'indirizzo indicato nella pagina contatti.
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      Nelle controversie di lavoro operano termini perentori e di breve durata: la loro
decorrenza va verificata sul singolo caso.
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      Nella predisposizione di questo contributo sono stati impiegati strumenti di intelligenza
artificiale per la ricerca e l'organizzazione delle fonti. Il testo è redatto, verificato e
sottoscritto dall'Avv. Giuseppe Lanocita.
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      Aggiornato al 19 agosto 2026.
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Wed, 19 Aug 2026 07:07:00 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>Ordinanze urgenti del sindaco: quando sono legittime</title>
      <link>https://www.studiolegalelanocita.com/ordinanze-contingibili-urgenti-sindaco-presupposti</link>
      <description>Contingibilità, urgenza e limite temporale sono i tre presupposti. Non si usano per situazioni prevedibili né al posto dei poteri ordinari.</description>
      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/74cc8545/files/uploaded/ordinanze-contingibili-urgenti-sindaco-presupposti-og.png" alt="" title=""/&gt;&#xD;
  &lt;span&gt;&#xD;
  &lt;/span&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;em&gt;&#xD;
        
                        
        
    
    
      Corte cost. 7 aprile 2011, n. 115; Cons. Stato, sez. V, 12 giugno 2017, n. 2847
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;/em&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      Solo quando ricorrono insieme tre presupposti: un 
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
        
    
    
      pericolo concreto, attuale e imminente
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
                      
      
  
  
    ;
l'
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
        
    
    
      impossibilità di fronteggiarlo con i rimedi ordinari
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
                      
      
  
  
    , che è la contingibilità;
l'
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
        
    
    
      indicazione di un limite temporale di efficacia
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
                      
      
  
  
    , perché il provvedimento è per sua
natura provvisorio. Se manca uno solo dei tre, l'ordinanza è illegittima.
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      Sono provvedimenti atipici e residuali, che derogano al principio di tipicità dell'azione
amministrativa e per questo hanno un perimetro stretto. Il fondamento è l'art. 50, comma 5,
del d.lgs. 18 agosto 2000, n. 267, per le emergenze sanitarie o di igiene pubblica a
carattere esclusivamente locale e per le situazioni di grave incuria o degrado, e l'art. 54,
comma 4, per i gravi pericoli che minacciano l'incolumità pubblica e la sicurezza urbana,
dove il sindaco agisce quale ufficiale del Governo e il provvedimento va preventivamente
comunicato al prefetto.
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h2&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      Il limite fissato dalla Corte costituzionale
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      Va conosciuto perché delimita l'istituto dall'esterno. Con la sentenza 7 aprile 2011, n. 115,
la Corte costituzionale ha dichiarato illegittimo l'art. 54, comma 4, del testo unico nella
parte in cui comprendeva la locuzione «, anche» prima di «contingibili e urgenti»: un potere
di ordinanza 
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
        
    
    
      non limitato ai casi contingibili e urgenti
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
                      
      
  
  
     viola la riserva di legge
relativa dell'art. 23 Cost., perché non prevede alcuna delimitazione della discrezionalità
amministrativa. Le deroghe alla normativa primaria, ha aggiunto la Corte, sono consentite
solo se temporalmente delimitate e nei limiti della concreta situazione da fronteggiare.
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      La Corte aveva già precisato, con la sentenza 1° luglio 2009, n. 196, che la nozione di
«sicurezza urbana» va riferita esclusivamente alla tutela della sicurezza pubblica, in
funzione della prevenzione e repressione dei reati.
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      Dopo quelle pronunce il legislatore ha spostato le esigenze di regolazione 
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
        
    
    
      non
emergenziale
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
                      
      
  
  
     su strumenti tipici: il regolamento comunale (art. 50, comma 7-ter) e
l'ordinanza ordinaria, espressamente qualificata come «non contingibile e urgente», adottabile
per le aree ad afflusso rilevante nel rispetto dell'art. 7 della legge 241/1990 e per un
periodo 
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
        
    
    
      non superiore a trenta giorni
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
                      
      
  
  
     (art. 50, comma 7-bis).
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h2&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      Il divieto che si viola più spesso
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      Non si possono adottare ordinanze contingibili e urgenti per fronteggiare 
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
        
    
    
      situazioni
prevedibili e permanenti
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
                      
      
  
  
    , o quando manchi l'urgenza intesa come assoluta necessità di un
intervento non rinviabile a tutela della pubblica incolumità: così Cons. Stato, sez. V, 12
giugno 2017, n. 2847.
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      Il rilievo ha una conseguenza pratica immediata. Un costone instabile da vent'anni, un
degrado risalente e noto, una situazione più volte segnalata e mai affrontata non integrano
l'urgenza. La precisazione ormai stabile è che non conta la circostanza estrinseca che il
pericolo sia nuovo o preesistente, ma la sussistenza intrinseca di un pericolo 
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
        
    
    
      attuale
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
                      
      
  
  
    .
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h2&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      E il divieto di usarle al posto degli strumenti ordinari
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      Il potere extra ordinem è residuale: presuppone che le norme di settore non conferiscano il
potere di emanare atti tipici. Sul punto la giurisprudenza è divisa, e la divisione va
conosciuta perché incide sulla costruzione del ricorso.
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      Un primo orientamento esclude 
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;em&gt;&#xD;
        
                        
        
    
    
      a priori
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;/em&gt;&#xD;
      
                      
      
  
  
     il ricorso all'ordinanza quando esista la norma di
settore. È il caso dei rifiuti: le ordinanze di rimozione previste dall'art. 192, comma 3,
del d.lgs. 152/2006 non hanno natura contingibile e urgente, e il potere sindacale extra
ordinem può essere esercitato solo quando manchi il potere tipico (TAR Lombardia, Brescia,
sez. I, 24 gennaio 2023, n. 70; TAR Calabria, Catanzaro, sez. I, 21 marzo 2022, n. 501, che
ritiene annullabile l'ordinanza contingibile adottata in luogo dei provvedimenti dell'art.
192).
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      Un secondo orientamento ammette il potere extra ordinem quando il rimedio tipico si riveli in
concreto inadeguato, ed è seguito da una parte della giurisprudenza campana e dallo stesso
Consiglio di Stato.
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      Il Consiglio di Stato ha comunque precisato, nella pronuncia n. 2474/2026, che
l'inutilizzabilità dello strumento extra ordinem è desumibile dalla 
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
        
    
    
      tipologia di intervento
ordinato
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
                      
      
  
  
    , quando questo richieda l'individuazione dei soggetti obbligati secondo i criteri
ordinari di responsabilità.
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      C'è infine un profilo processuale che decide molti ricorsi: se l'ordinanza richiama 
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
        
    
    
      sia
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
                      
      
  
  
     la
norma di settore 
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
        
    
    
      sia
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
                      
      
  
  
     l'art. 54 del testo unico, la tenuta di una sola delle due
motivazioni salva l'atto. Vanno perciò attaccate entrambe.
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h2&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      L'istruttoria, e come si contesta
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      Il pericolo dev'essere accertato con una valutazione eminentemente tecnica, sulla base di
pareri e accertamenti tecnico-scientifici acquisiti in istruttoria, 
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
        
    
    
      di cui va dato conto
nella motivazione
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
                      
      
  
  
     (TAR Lazio, Roma, n. 18687/2025). Un'ordinanza che si limiti a evocare il
pericolo, senza relazioni, verifiche o sopralluoghi, è annullabile per difetto di istruttoria
e di motivazione.
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      Nella stessa direzione TAR Campania, Salerno, n. 130/2026, che riassume i presupposti in
impossibilità di differire l'intervento, impraticabilità degli ordinari mezzi amministrativi e
pericolo concreto e imminente, tutti da far emergere chiaramente da adeguata istruttoria e
motivazione.
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      Un indizio rivelatore, spesso trascurato: se il Comune ha inviato una 
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
        
    
    
      comunicazione di
avvio del procedimento
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
                      
      
  
  
    , quell'atto non è un'ordinanza contingibile e urgente, perché
l'avviso dell'art. 7 della legge 241/1990 è incompatibile con l'urgenza (Cons. Stato, sez.
IV, 9 febbraio 2021, n. 1192). È il primo elemento su cui fondare la riqualificazione
dell'atto — e riqualificarlo cambia i presupposti di legittimità.
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h2&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      Altri due profili spendibili
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      Il primo riguarda il destinatario. Il potere presuppone un adeguato supporto istruttorio anche
sul presupposto 
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
        
    
    
      soggettivo
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
                      
      
  
  
    : che il destinatario sia in grado di rimuovere il pericolo e
abbia la materiale disponibilità dell'area. Non basta essere proprietari (TAR Campania,
Napoli, sez. V, 2 ottobre 2024, n. 5187).
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      Il secondo riguarda il denaro. L'ordinanza contingibile non può imporre il prezzo: il profilo
economico del rapporto non è attratto dai presupposti di contingibilità e urgenza, e a chi
sia obbligato a proseguire un servizio spetta il giusto compenso.
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h2&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      Che cosa succede se non si ottempera
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      L'inottemperanza espone all'esecuzione d'ufficio a spese degli interessati, ai sensi dell'art.
54, comma 7, del testo unico, senza pregiudizio dell'azione penale; alla sanzione
amministrativa da 500 a 5.000 euro nei casi dell'art. 50, comma 7-bis.1; e, per le ordinanze
di rimozione dei rifiuti ex art. 192, comma 3, alla sanzione penale dell'art. 255, comma 3,
del codice dell'ambiente.
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      Il termine per impugnare davanti al giudice amministrativo è di 
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
        
    
    
      sessanta giorni
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
                      
      
  
  
     ed è di
decadenza.
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      Il presente contributo tratta la questione in termini generali. L'applicazione al caso
concreto richiede l'esame degli atti e delle circostanze specifiche.
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      Lo Studio Legale Lanocita si occupa di 
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;a href="https://www.studiolegalelanocita.com/diritto-elettorale-e-degli-enti-locali"&gt;&#xD;
        
                        
        
    
    
      diritto elettorale e degli enti locali
    
  
  
      
                      &#xD;
      &lt;/a&gt;&#xD;
      
                      
      
  
  
     e riceve
richieste di parere all'indirizzo indicato nella pagina contatti.
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      Nelle controversie amministrative operano termini perentori e di breve durata: la loro
decorrenza va verificata sul singolo caso.
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      Nella predisposizione di questo contributo sono stati impiegati strumenti di intelligenza
artificiale per la ricerca e l'organizzazione delle fonti. Il testo è redatto, verificato e
sottoscritto dall'Avv. Giuseppe Lanocita.
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      Aggiornato al 19 agosto 2026.
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/74cc8545/dms3rep/multi/ordinanze-contingibili-urgenti-sindaco-presupposti-og-e7d0b2f9.png" length="36692" type="image/png" />
      <pubDate>Wed, 19 Aug 2026 07:04:00 GMT</pubDate>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Nota a sentenza - Corte di Giustizia (Grande Sezione) del 25 febbraio 2025 - causa C-233\23</title>
      <link>https://www.studiolegalelanocita.com/nota-a-sentenza-corte-di-giustizia-grande-sezione-del-25-febbraio-2025-causa-c-233-23</link>
      <description>Nel panorama del diritto antitrust europeo si è affacciata, con forza e chiarezza, una nuova categoria concettuale: quella della "quasi essential facility".
A delinearla, con precisione inedita, è stata la Corte di giustizia dell’Unione europea, rispondendo ai quesiti interpretativi sollevati dal Consiglio di Stato nel caso Enel X/Google.</description>
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h5&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Quando una piattaforma non è essenziale ma deve comunque aprirsi alla concorrenza: la svolta della Corte UE sul caso Google/Enel X
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
           Nota a sentenza, Corte (Grande Sezione) del 25 febbraio 2025, causa C-233/23
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/h5&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Nel panorama del diritto antitrust europeo si è affacciata, con forza e chiarezza, una nuova categoria concettuale: quella della "
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           quasi essential facility"
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           .
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           A delinearla, con precisione inedita, è stata la Corte di giustizia dell’Unione europea, rispondendo ai quesiti interpretativi sollevati dal Consiglio di Stato nel caso Enel X/Google.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
  &lt;h5&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Il contesto: interoperabilità negata e posizione dominante
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/h5&gt;&#xD;
  &lt;h5&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/h5&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Tutto nasce da un diniego: quello opposto da Google alla società Enel X, che chiedeva di rendere la propria app JuicePass (per la ricarica dei veicoli elettrici) interoperabile con la piattaforma Android Auto.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Nonostante l’app fosse già disponibile su Android per smartphone e tablet, non poteva essere utilizzata direttamente dai sistemi di infotainment delle automobili, dove invece operano senza problemi le app proprietarie di Google (come Maps o Waze).
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Enel X ha denunciato il comportamento all’AGCM, che ha ritenuto abusivo il rifiuto di Google, sanzionandolo con oltre 100 milioni di euro. Il TAR Lazio ha confermato la legittimità del provvedimento, ma il Consiglio di Stato ha chiesto lumi alla Corte UE sul punto cruciale: è davvero sempre necessario dimostrare che una piattaforma sia "indispensabile" per contestare un abuso?
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;h5&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           La risposta della Corte: cambia la logica dell’abuso
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/h5&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La Corte di giustizia dice: non necessariamente. Se la piattaforma è stata progettata (anche solo in parte) per ospitare app di soggetti terzi, non è più necessario superare il vecchio e rigido test Bronner. Non occorre cioè provare che la piattaforma sia indispensabile per operare nel mercato a valle: basta dimostrare che la mancata interoperabilità rende più difficile (anche solo potenzialmente) la concorrenza.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Anche se l’operatore che chiede accesso è già presente sul mercato, e magari in crescita, il rifiuto può comunque costituire un abuso, se ostacola lo sviluppo di una concorrenza effettiva.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;h5&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           E se il blocco dipende da un limite tecnico?
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/h5&gt;&#xD;
  &lt;h5&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/h5&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La Corte è chiara anche su questo: se è tecnicamente possibile sviluppare il modello o il template per consentire l’accesso, l’impresa dominante deve farlo, entro un termine ragionevole e con diritto a un corrispettivo economico adeguato. Solo se esistono seri problemi di sicurezza o impossibilità tecnica l’accesso può essere legittimamente negato.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;h5&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Nuove responsabilità per le imprese digitali (e per l'antitrust)
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/h5&gt;&#xD;
  &lt;h5&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/h5&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Da questa pronuncia discende una conseguenza forte: il campo di applicazione dell’art. 102 TFUE si amplia, e con esso cresce la responsabilità delle grandi piattaforme digitali. Non serve più dimostrare che il mercato è bloccato. È sufficiente fornire elementi concreti che dimostrino come l’interoperabilità negata abbia ridotto (o potenzialmente ridurrebbe) la concorrenza.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ma cresce anche l’onere per le autorità garanti: non bastano ipotesi generiche, servono prove tangibili e analisi controfattuali solide. In altre parole, bisogna dimostrare che, se quell’accesso fosse stato consentito, la concorrenza nel mercato a valle ne avrebbe beneficiato in termini di efficienza, varietà o innovazione.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;h5&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/h5&gt;&#xD;
  &lt;h5&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Una nuova stagione per l’antitrust digitale
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/h5&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il vero cambio di paradigma è qui: da una concorrenza statica (fotografata nei suoi effetti) a una concorrenza dinamica (valutata nel suo potenziale).
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La sentenza Google/Enel X sposta il baricentro dall’accesso in senso stretto alla contendibilità del mercato, e attribuisce all’antitrust un compito più vicino a quello del regolatore: garantire l’apertura, l’equità e l’evoluzione degli ecosistemi digitali.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Un messaggio forte, rivolto a tutti i protagonisti del mercato digitale europeo.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/74cc8545/dms3rep/multi/carta+intestata_nuova+CONCORRENZA.png" length="266782" type="image/png" />
      <pubDate>Tue, 22 Apr 2025 18:11:42 GMT</pubDate>
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      <g-custom:tags type="string">Google,Corte di Giustizia,Enel X,quasi essential facility,posizione dominante,nota a sentenza,concorrenza</g-custom:tags>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Nota a sentenza – TAR Campania, Sez. IX, n. 2957/2025</title>
      <link>https://www.studiolegalelanocita.com/nota-a-sentenza-tar-campania-sez-ix-n-2957-2025</link>
      <description>La recente pronuncia del TAR Campania (Sez. IX, n. 2957/2025) affronta in maniera approfondita il delicato tema della compatibilità delle clausole di territorialità con i principi cardine delle procedure di gara: concorrenza, massima partecipazione e par condicio.</description>
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Clausola di territorialità: il TAR Campania ribadisce l’illegittimità se usata come causa di esclusione
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Nota a sentenza – TAR Campania, Sez. IX, n. 2957/2025
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La recente pronuncia del TAR Campania (Sez. IX, n. 2957/2025) affronta in maniera approfondita il delicato tema della compatibilità delle clausole di territorialità con i principi cardine delle procedure di gara: concorrenza, massima partecipazione e par condicio.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il caso specifico: esclusione per mancanza di sede operativa territoriale
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La vicenda origina dall’esclusione di un’impresa, prima graduata in una procedura di gara, a causa della mancanza di una sede operativa ubicata all’interno della provincia di Caserta. L’operatore, tuttavia, aveva sede a soli 3,5 km dal confine provinciale, garantiva interventi tempestivi (entro due ore h24 su tutto il territorio) e, soprattutto, la lex specialis non prevedeva alcuna specifica clausola territoriale.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La stazione appaltante, anziché annullare in autotutela l’illegittima esclusione, ha preferito revocare integralmente la gara per bandirne una nuova, questa volta introducendo espressamente il requisito territoriale.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           La decisione del TAR: illegittimità radicale della clausola di territorialità
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Accogliendo integralmente il ricorso, il TAR Campania ha fornito chiare indicazioni:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;ul&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Ogni requisito che comporta l’esclusione dalla gara deve essere chiaramente ed espressamente indicato nella lex specialis sin dall’inizio (principio di tassatività ex art. 10 e 108 D.Lgs. 36/2023);
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            L’introduzione ex post di una clausola territoriale è radicalmente nulla, in quanto violativa dei principi di parità di trattamento, trasparenza e certezza dell’azione amministrativa.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
  &lt;/ul&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           In particolare, il Collegio precisa che una clausola di territorialità può eventualmente costituire un criterio premiale o un elemento di esecuzione contrattuale, ma solo se:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;ul&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            proporzionata alla prestazione da eseguire;
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            motivata in modo specifico e ragionevole.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
  &lt;/ul&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Nel caso di specie, l’impresa esclusa disponeva di una sede logisticamente più vicina ed efficiente rispetto ad altre formalmente interne, rendendo pertanto evidente l’irragionevolezza della barriera territoriale introdotta.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           L’affermazione del principio di favor partecipationis
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La sentenza valorizza nettamente il principio di favor partecipationis, ribadendo che qualsiasi limitazione alla partecipazione alle gare pubbliche deve:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;ul&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            essere esplicita e trasparente;
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            fondarsi su motivazioni concrete e pertinenti;
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            risultare coerente con la finalità della procedura di gara.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
  &lt;/ul&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Diversamente, una clausola territoriale non proporzionata e non dichiarata preventivamente configura una discriminazione illegittima, vietata dal diritto nazionale ed europeo.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            ﻿
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Conclusioni e implicazioni operative
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La decisione del TAR Campania n. 2957/2025 si inserisce nel solco di una giurisprudenza consolidata che tutela la massima concorrenza e la qualità delle offerte. Le amministrazioni pubbliche sono pertanto invitate a perseguire efficienza ed economicità del servizio pubblico valorizzando la competitività delle proposte, senza restringere arbitrariamente e illegittimamente l’ambito territoriale dei partecipanti.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/74cc8545/dms3rep/multi/carta-intestata_nuova-a4a0baa1.png" length="251766" type="image/png" />
      <pubDate>Tue, 22 Apr 2025 13:01:12 GMT</pubDate>
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      <g-custom:tags type="string">par condicio,contratti pubblici,TAR Campania,nota a sentenza,concorrenza,Napoli,favor partecipationis,clausola territoriale,requisiti premiali,gare,cause di esclusione</g-custom:tags>
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      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Nota a sentenza – Consiglio di Stato, Sez. IV, 25 marzo 2025, n. 2490</title>
      <link>https://www.studiolegalelanocita.com/nota-a-sentenza-consiglio-di-stato-sez-iv-25-marzo-2025-n-2490</link>
      <description>La recente sentenza n. 2490/2025 del Consiglio di Stato (Sez. IV) offre un chiarimento cruciale sul tema delle clausole di decadenza nei contratti pubblici, stabilendo in modo inequivocabile che non trova applicazione la disciplina dell’art. 1341 del Codice Civile, prevista per le clausole vessatorie.</description>
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           La clausola di decadenza nei contratti pubblici: esclusa l’applicazione dell’art. 1341 c.c.
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Nota a sentenza – Consiglio di Stato, Sez. IV, 25 marzo 2025, n. 2490
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La recente sentenza n. 2490/2025 del Consiglio di Stato (Sez. IV) offre un chiarimento cruciale sul tema delle clausole di decadenza nei contratti pubblici, stabilendo in modo inequivocabile che non trova applicazione la disciplina dell’art. 1341 del Codice Civile, prevista per le clausole vessatorie.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Il caso concreto: richiesta tardiva di aggiornamento prezzi
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Nel caso esaminato, un’impresa aveva richiesto alla stazione appaltante l’aggiornamento dei corrispettivi contrattuali per l’anno 2020, presentando l’istanza oltre il termine fissato dal capitolato speciale d’appalto (31 marzo). La stazione appaltante, ritenendo tardiva la richiesta, l’ha dichiarata decaduta.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L’impresa ha impugnato il provvedimento sostenendo che la clausola che prevedeva la decadenza fosse vessatoria e necessitasse pertanto di una specifica approvazione scritta ai sensi dell’art. 1341, comma 2, c.c., approvazione che nel caso di specie mancava.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           La decisione del Consiglio di Stato
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il Consiglio di Stato ha respinto totalmente le argomentazioni dell’impresa, chiarendo con precisione che:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;ul&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            il capitolato speciale d'appalto rappresenta una lex specialis adottata unilateralmente dalla Pubblica Amministrazione, non una proposta contrattuale del privato;
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            le clausole contenute nel capitolato, incluse quelle relative a termini di decadenza, vincolano automaticamente l'operatore economico per il semplice fatto della sua partecipazione alla gara;
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            l’art. 1341 c.c., che disciplina le clausole vessatorie nei contratti privati, non trova applicazione nel contesto pubblicistico dei contratti di appalto pubblico, come confermato anche dalla recente giurisprudenza della Cassazione (Cass., Sez. Un., n. 5264/2023).
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
  &lt;/ul&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Implicazioni pratiche per gli operatori economici
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La pronuncia in esame conferma che, nei contratti pubblici regolati dal D.Lgs. 36/2023, le clausole che prevedono decadenze convenzionali (es. revisione prezzi) devono essere rigorosamente rispettate. La partecipazione alla gara costituisce piena adesione consapevole e vincolante alle regole stabilite nella lex specialis, senza necessità di doppia sottoscrizione o approvazione esplicita.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            ﻿
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Considerazioni conclusive
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Questa sentenza rappresenta un importante tassello di chiarimento nel rapporto tra diritto civile e diritto amministrativo, ribadendo con forza che, nei contratti pubblici, la tutela dell'affidamento non può mai pregiudicare l’efficacia vincolante delle norme contenute nella lex specialis.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La clausola di decadenza, quindi, non è vessatoria: è semplicemente regola e, come tale, deve essere rigorosamente applicata.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/74cc8545/dms3rep/multi/carta+intestata_nuova+GARE+E+CONTRATTI+PUBBLICI.png" length="265093" type="image/png" />
      <pubDate>Tue, 22 Apr 2025 12:58:46 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.studiolegalelanocita.com/nota-a-sentenza-consiglio-di-stato-sez-iv-25-marzo-2025-n-2490</guid>
      <g-custom:tags type="string">1341 c.c.,contratti pubblici,clausole vessatorie,clausole di decadenza,Consiglio di Stato,nota a sentenza,procedure a evidenza pubblica,gare,D.Lgs. 36/2023</g-custom:tags>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Nota a sentenza - Consiglio di Stato, Sez. V, n. 2605/2025</title>
      <link>https://www.studiolegalelanocita.com/nota-a-sentenza-consiglio-di-stato-sez-v-n-2605-2025</link>
      <description>Con la sentenza n. 2605 del 28 marzo 2025, il Consiglio di Stato (Sez. V) affronta un tema di particolare rilevanza nelle gare pubbliche: l'omessa indicazione del CCNL applicato ai lavoratori impiegati nell'esecuzione dell'appalto.</description>
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Esclusione dalla gara per omessa indicazione del CCNL applicato: implicazioni pratiche e giuridiche
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
           Nota a sentenza - Consiglio di Stato, Sez. V, n. 2605/2025
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Con la sentenza n. 2605 del 28 marzo 2025, il Consiglio di Stato (Sez. V) affronta un tema di particolare rilevanza nelle gare pubbliche: l'omessa indicazione del CCNL applicato ai lavoratori impiegati nell'esecuzione dell'appalto.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Il caso concreto: l'omissione del CCNL nell'offerta
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Nel caso esaminato, la stazione appaltante aveva escluso un RTI per non aver indicato nell'offerta economica il contratto collettivo nazionale applicato. Il RTI impugnava tale esclusione, invocando il principio di tassatività delle cause di esclusione previsto dall'art. 10, comma 2, D.Lgs. n. 36/2023 (nuovo Codice dei contratti pubblici), ritenendo la lex specialis poco chiara sull'essenzialità di tale dichiarazione.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           La decisione del Consiglio di Stato
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il Collegio, nel respingere l'appello, ribadisce con rigore l'essenzialità giuridica dell'indicazione del CCNL, qualificandola non come mera formalità integrabile tramite soccorso istruttorio ex art. 101 del D.Lgs. 36/2023, ma come elemento sostanziale dell'offerta economica, avente impatti diretti sul costo della manodopera e, di conseguenza, sulla complessiva affidabilità economica dell'offerta stessa.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           La giurisprudenza sul punto
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La sentenza si inserisce coerentemente nella consolidata giurisprudenza amministrativa, affermando che:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           "Nelle procedure di gara, la carenza di uno degli elementi dell'offerta ritenuti essenziali dalla lex specialis rende legittima l'esclusione dell'offerta difettosa, senza che ciò possa comportare alcuna violazione del principio di tassatività delle cause d'esclusione" (Cons. Stato, V, n. 5347/2022).
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Le norme imperative richiamate
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il Collegio sottolinea inoltre la natura imperativa e inderogabile delle disposizioni degli artt. 11 e 41 del D.Lgs. 36/2023, finalizzate a garantire:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;ul&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Standard minimi inderogabili di tutela dei lavoratori;
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Trasparenza nella definizione dei costi aziendali.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
  &lt;/ul&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Esplicitamente, viene negata l'ipotesi che una generica accettazione delle condizioni di gara possa supplire alla mancata specifica dichiarazione del CCNL applicato.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Rilevanza dell'indicazione del CCNL e anomalia dell'offerta
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Fondamentale è l'affermazione sulla rilevanza dell'indicazione del CCNL ai fini della verifica di eventuali anomalie dell'offerta, rafforzando così ulteriormente la centralità giuridico-economica di questo elemento nella procedura di gara.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Considerazioni finali
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           In conclusione, questa sentenza costituisce un precedente fondamentale, sottolineando la necessità per gli operatori economici di attenersi rigorosamente agli obblighi dichiarativi previsti dalla lex specialis e dal Codice dei contratti pubblici, prestando particolare attenzione agli elementi che determinano legittimamente l'esclusione dalla procedura in caso di omissione.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Da un punto di vista personale, ritengo che il rigore interpretativo mostrato dal Consiglio di Stato sia fondamentale per assicurare la correttezza e la trasparenza nelle gare pubbliche, contribuendo significativamente a creare un ambiente competitivo equo e rispettoso dei diritti dei lavoratori coinvolti.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
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      <pubDate>Tue, 22 Apr 2025 08:29:22 GMT</pubDate>
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