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    <title>StudioLegaleLanocita-approfondimenti</title>
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      <title>StudioLegaleLanocita-approfondimenti</title>
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      <link>https://www.studiolegalelanocita.com</link>
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    <item>
      <title>Nota a sentenza - Corte di Giustizia (Grande Sezione) del 25 febbraio 2025 - causa C-233\23</title>
      <link>https://www.studiolegalelanocita.com/nota-a-sentenza-corte-di-giustizia-grande-sezione-del-25-febbraio-2025-causa-c-233-23</link>
      <description>Nel panorama del diritto antitrust europeo si è affacciata, con forza e chiarezza, una nuova categoria concettuale: quella della "quasi essential facility".
A delinearla, con precisione inedita, è stata la Corte di giustizia dell’Unione europea, rispondendo ai quesiti interpretativi sollevati dal Consiglio di Stato nel caso Enel X/Google.</description>
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h5&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Quando una piattaforma non è essenziale ma deve comunque aprirsi alla concorrenza: la svolta della Corte UE sul caso Google/Enel X
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
           Nota a sentenza, Corte (Grande Sezione) del 25 febbraio 2025, causa C-233/23
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/h5&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Nel panorama del diritto antitrust europeo si è affacciata, con forza e chiarezza, una nuova categoria concettuale: quella della "
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           quasi essential facility"
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           .
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           A delinearla, con precisione inedita, è stata la Corte di giustizia dell’Unione europea, rispondendo ai quesiti interpretativi sollevati dal Consiglio di Stato nel caso Enel X/Google.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;h4&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/h4&gt;&#xD;
  &lt;h5&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Il contesto: interoperabilità negata e posizione dominante
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/h5&gt;&#xD;
  &lt;h5&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/h5&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Tutto nasce da un diniego: quello opposto da Google alla società Enel X, che chiedeva di rendere la propria app JuicePass (per la ricarica dei veicoli elettrici) interoperabile con la piattaforma Android Auto.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Nonostante l’app fosse già disponibile su Android per smartphone e tablet, non poteva essere utilizzata direttamente dai sistemi di infotainment delle automobili, dove invece operano senza problemi le app proprietarie di Google (come Maps o Waze).
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Enel X ha denunciato il comportamento all’AGCM, che ha ritenuto abusivo il rifiuto di Google, sanzionandolo con oltre 100 milioni di euro. Il TAR Lazio ha confermato la legittimità del provvedimento, ma il Consiglio di Stato ha chiesto lumi alla Corte UE sul punto cruciale: è davvero sempre necessario dimostrare che una piattaforma sia "indispensabile" per contestare un abuso?
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;h5&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           La risposta della Corte: cambia la logica dell’abuso
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/h5&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La Corte di giustizia dice: non necessariamente. Se la piattaforma è stata progettata (anche solo in parte) per ospitare app di soggetti terzi, non è più necessario superare il vecchio e rigido test Bronner. Non occorre cioè provare che la piattaforma sia indispensabile per operare nel mercato a valle: basta dimostrare che la mancata interoperabilità rende più difficile (anche solo potenzialmente) la concorrenza.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Anche se l’operatore che chiede accesso è già presente sul mercato, e magari in crescita, il rifiuto può comunque costituire un abuso, se ostacola lo sviluppo di una concorrenza effettiva.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;h5&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           E se il blocco dipende da un limite tecnico?
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/h5&gt;&#xD;
  &lt;h5&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/h5&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La Corte è chiara anche su questo: se è tecnicamente possibile sviluppare il modello o il template per consentire l’accesso, l’impresa dominante deve farlo, entro un termine ragionevole e con diritto a un corrispettivo economico adeguato. Solo se esistono seri problemi di sicurezza o impossibilità tecnica l’accesso può essere legittimamente negato.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;h5&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Nuove responsabilità per le imprese digitali (e per l'antitrust)
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/h5&gt;&#xD;
  &lt;h5&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/h5&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Da questa pronuncia discende una conseguenza forte: il campo di applicazione dell’art. 102 TFUE si amplia, e con esso cresce la responsabilità delle grandi piattaforme digitali. Non serve più dimostrare che il mercato è bloccato. È sufficiente fornire elementi concreti che dimostrino come l’interoperabilità negata abbia ridotto (o potenzialmente ridurrebbe) la concorrenza.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ma cresce anche l’onere per le autorità garanti: non bastano ipotesi generiche, servono prove tangibili e analisi controfattuali solide. In altre parole, bisogna dimostrare che, se quell’accesso fosse stato consentito, la concorrenza nel mercato a valle ne avrebbe beneficiato in termini di efficienza, varietà o innovazione.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;h5&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/h5&gt;&#xD;
  &lt;h5&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Una nuova stagione per l’antitrust digitale
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/h5&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il vero cambio di paradigma è qui: da una concorrenza statica (fotografata nei suoi effetti) a una concorrenza dinamica (valutata nel suo potenziale).
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La sentenza Google/Enel X sposta il baricentro dall’accesso in senso stretto alla contendibilità del mercato, e attribuisce all’antitrust un compito più vicino a quello del regolatore: garantire l’apertura, l’equità e l’evoluzione degli ecosistemi digitali.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Un messaggio forte, rivolto a tutti i protagonisti del mercato digitale europeo.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Tue, 22 Apr 2025 18:11:42 GMT</pubDate>
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      <g-custom:tags type="string">Google,Corte di Giustizia,Enel X,quasi essential facility,posizione dominante,nota a sentenza,concorrenza</g-custom:tags>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Nota a sentenza – TAR Campania, Sez. IX, n. 2957/2025</title>
      <link>https://www.studiolegalelanocita.com/nota-a-sentenza-tar-campania-sez-ix-n-2957-2025</link>
      <description>La recente pronuncia del TAR Campania (Sez. IX, n. 2957/2025) affronta in maniera approfondita il delicato tema della compatibilità delle clausole di territorialità con i principi cardine delle procedure di gara: concorrenza, massima partecipazione e par condicio.</description>
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Clausola di territorialità: il TAR Campania ribadisce l’illegittimità se usata come causa di esclusione
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Nota a sentenza – TAR Campania, Sez. IX, n. 2957/2025
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La recente pronuncia del TAR Campania (Sez. IX, n. 2957/2025) affronta in maniera approfondita il delicato tema della compatibilità delle clausole di territorialità con i principi cardine delle procedure di gara: concorrenza, massima partecipazione e par condicio.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il caso specifico: esclusione per mancanza di sede operativa territoriale
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La vicenda origina dall’esclusione di un’impresa, prima graduata in una procedura di gara, a causa della mancanza di una sede operativa ubicata all’interno della provincia di Caserta. L’operatore, tuttavia, aveva sede a soli 3,5 km dal confine provinciale, garantiva interventi tempestivi (entro due ore h24 su tutto il territorio) e, soprattutto, la lex specialis non prevedeva alcuna specifica clausola territoriale.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La stazione appaltante, anziché annullare in autotutela l’illegittima esclusione, ha preferito revocare integralmente la gara per bandirne una nuova, questa volta introducendo espressamente il requisito territoriale.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           La decisione del TAR: illegittimità radicale della clausola di territorialità
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Accogliendo integralmente il ricorso, il TAR Campania ha fornito chiare indicazioni:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;ul&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Ogni requisito che comporta l’esclusione dalla gara deve essere chiaramente ed espressamente indicato nella lex specialis sin dall’inizio (principio di tassatività ex art. 10 e 108 D.Lgs. 36/2023);
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            L’introduzione ex post di una clausola territoriale è radicalmente nulla, in quanto violativa dei principi di parità di trattamento, trasparenza e certezza dell’azione amministrativa.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
  &lt;/ul&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           In particolare, il Collegio precisa che una clausola di territorialità può eventualmente costituire un criterio premiale o un elemento di esecuzione contrattuale, ma solo se:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;ul&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            proporzionata alla prestazione da eseguire;
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            motivata in modo specifico e ragionevole.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
  &lt;/ul&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Nel caso di specie, l’impresa esclusa disponeva di una sede logisticamente più vicina ed efficiente rispetto ad altre formalmente interne, rendendo pertanto evidente l’irragionevolezza della barriera territoriale introdotta.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           L’affermazione del principio di favor partecipationis
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La sentenza valorizza nettamente il principio di favor partecipationis, ribadendo che qualsiasi limitazione alla partecipazione alle gare pubbliche deve:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;ul&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            essere esplicita e trasparente;
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            fondarsi su motivazioni concrete e pertinenti;
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            risultare coerente con la finalità della procedura di gara.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
  &lt;/ul&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Diversamente, una clausola territoriale non proporzionata e non dichiarata preventivamente configura una discriminazione illegittima, vietata dal diritto nazionale ed europeo.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            ﻿
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Conclusioni e implicazioni operative
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La decisione del TAR Campania n. 2957/2025 si inserisce nel solco di una giurisprudenza consolidata che tutela la massima concorrenza e la qualità delle offerte. Le amministrazioni pubbliche sono pertanto invitate a perseguire efficienza ed economicità del servizio pubblico valorizzando la competitività delle proposte, senza restringere arbitrariamente e illegittimamente l’ambito territoriale dei partecipanti.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Tue, 22 Apr 2025 13:01:12 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>Nota a sentenza – Consiglio di Stato, Sez. IV, 25 marzo 2025, n. 2490</title>
      <link>https://www.studiolegalelanocita.com/nota-a-sentenza-consiglio-di-stato-sez-iv-25-marzo-2025-n-2490</link>
      <description>La recente sentenza n. 2490/2025 del Consiglio di Stato (Sez. IV) offre un chiarimento cruciale sul tema delle clausole di decadenza nei contratti pubblici, stabilendo in modo inequivocabile che non trova applicazione la disciplina dell’art. 1341 del Codice Civile, prevista per le clausole vessatorie.</description>
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           La clausola di decadenza nei contratti pubblici: esclusa l’applicazione dell’art. 1341 c.c.
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Nota a sentenza – Consiglio di Stato, Sez. IV, 25 marzo 2025, n. 2490
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La recente sentenza n. 2490/2025 del Consiglio di Stato (Sez. IV) offre un chiarimento cruciale sul tema delle clausole di decadenza nei contratti pubblici, stabilendo in modo inequivocabile che non trova applicazione la disciplina dell’art. 1341 del Codice Civile, prevista per le clausole vessatorie.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Il caso concreto: richiesta tardiva di aggiornamento prezzi
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Nel caso esaminato, un’impresa aveva richiesto alla stazione appaltante l’aggiornamento dei corrispettivi contrattuali per l’anno 2020, presentando l’istanza oltre il termine fissato dal capitolato speciale d’appalto (31 marzo). La stazione appaltante, ritenendo tardiva la richiesta, l’ha dichiarata decaduta.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L’impresa ha impugnato il provvedimento sostenendo che la clausola che prevedeva la decadenza fosse vessatoria e necessitasse pertanto di una specifica approvazione scritta ai sensi dell’art. 1341, comma 2, c.c., approvazione che nel caso di specie mancava.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           La decisione del Consiglio di Stato
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il Consiglio di Stato ha respinto totalmente le argomentazioni dell’impresa, chiarendo con precisione che:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;ul&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            il capitolato speciale d'appalto rappresenta una lex specialis adottata unilateralmente dalla Pubblica Amministrazione, non una proposta contrattuale del privato;
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            le clausole contenute nel capitolato, incluse quelle relative a termini di decadenza, vincolano automaticamente l'operatore economico per il semplice fatto della sua partecipazione alla gara;
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            l’art. 1341 c.c., che disciplina le clausole vessatorie nei contratti privati, non trova applicazione nel contesto pubblicistico dei contratti di appalto pubblico, come confermato anche dalla recente giurisprudenza della Cassazione (Cass., Sez. Un., n. 5264/2023).
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
  &lt;/ul&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Implicazioni pratiche per gli operatori economici
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La pronuncia in esame conferma che, nei contratti pubblici regolati dal D.Lgs. 36/2023, le clausole che prevedono decadenze convenzionali (es. revisione prezzi) devono essere rigorosamente rispettate. La partecipazione alla gara costituisce piena adesione consapevole e vincolante alle regole stabilite nella lex specialis, senza necessità di doppia sottoscrizione o approvazione esplicita.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            ﻿
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Considerazioni conclusive
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Questa sentenza rappresenta un importante tassello di chiarimento nel rapporto tra diritto civile e diritto amministrativo, ribadendo con forza che, nei contratti pubblici, la tutela dell'affidamento non può mai pregiudicare l’efficacia vincolante delle norme contenute nella lex specialis.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La clausola di decadenza, quindi, non è vessatoria: è semplicemente regola e, come tale, deve essere rigorosamente applicata.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Tue, 22 Apr 2025 12:58:46 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.studiolegalelanocita.com/nota-a-sentenza-consiglio-di-stato-sez-iv-25-marzo-2025-n-2490</guid>
      <g-custom:tags type="string">1341 c.c.,contratti pubblici,clausole vessatorie,clausole di decadenza,Consiglio di Stato,nota a sentenza,procedure a evidenza pubblica,gare,D.Lgs. 36/2023</g-custom:tags>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Nota a sentenza - Consiglio di Stato, Sez. V, n. 2605/2025</title>
      <link>https://www.studiolegalelanocita.com/nota-a-sentenza-consiglio-di-stato-sez-v-n-2605-2025</link>
      <description>Con la sentenza n. 2605 del 28 marzo 2025, il Consiglio di Stato (Sez. V) affronta un tema di particolare rilevanza nelle gare pubbliche: l'omessa indicazione del CCNL applicato ai lavoratori impiegati nell'esecuzione dell'appalto.</description>
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Esclusione dalla gara per omessa indicazione del CCNL applicato: implicazioni pratiche e giuridiche
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
           Nota a sentenza - Consiglio di Stato, Sez. V, n. 2605/2025
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Con la sentenza n. 2605 del 28 marzo 2025, il Consiglio di Stato (Sez. V) affronta un tema di particolare rilevanza nelle gare pubbliche: l'omessa indicazione del CCNL applicato ai lavoratori impiegati nell'esecuzione dell'appalto.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Il caso concreto: l'omissione del CCNL nell'offerta
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Nel caso esaminato, la stazione appaltante aveva escluso un RTI per non aver indicato nell'offerta economica il contratto collettivo nazionale applicato. Il RTI impugnava tale esclusione, invocando il principio di tassatività delle cause di esclusione previsto dall'art. 10, comma 2, D.Lgs. n. 36/2023 (nuovo Codice dei contratti pubblici), ritenendo la lex specialis poco chiara sull'essenzialità di tale dichiarazione.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           La decisione del Consiglio di Stato
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il Collegio, nel respingere l'appello, ribadisce con rigore l'essenzialità giuridica dell'indicazione del CCNL, qualificandola non come mera formalità integrabile tramite soccorso istruttorio ex art. 101 del D.Lgs. 36/2023, ma come elemento sostanziale dell'offerta economica, avente impatti diretti sul costo della manodopera e, di conseguenza, sulla complessiva affidabilità economica dell'offerta stessa.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           La giurisprudenza sul punto
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La sentenza si inserisce coerentemente nella consolidata giurisprudenza amministrativa, affermando che:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           "Nelle procedure di gara, la carenza di uno degli elementi dell'offerta ritenuti essenziali dalla lex specialis rende legittima l'esclusione dell'offerta difettosa, senza che ciò possa comportare alcuna violazione del principio di tassatività delle cause d'esclusione" (Cons. Stato, V, n. 5347/2022).
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Le norme imperative richiamate
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il Collegio sottolinea inoltre la natura imperativa e inderogabile delle disposizioni degli artt. 11 e 41 del D.Lgs. 36/2023, finalizzate a garantire:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;ul&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Standard minimi inderogabili di tutela dei lavoratori;
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Trasparenza nella definizione dei costi aziendali.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
  &lt;/ul&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Esplicitamente, viene negata l'ipotesi che una generica accettazione delle condizioni di gara possa supplire alla mancata specifica dichiarazione del CCNL applicato.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Rilevanza dell'indicazione del CCNL e anomalia dell'offerta
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Fondamentale è l'affermazione sulla rilevanza dell'indicazione del CCNL ai fini della verifica di eventuali anomalie dell'offerta, rafforzando così ulteriormente la centralità giuridico-economica di questo elemento nella procedura di gara.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Considerazioni finali
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           In conclusione, questa sentenza costituisce un precedente fondamentale, sottolineando la necessità per gli operatori economici di attenersi rigorosamente agli obblighi dichiarativi previsti dalla lex specialis e dal Codice dei contratti pubblici, prestando particolare attenzione agli elementi che determinano legittimamente l'esclusione dalla procedura in caso di omissione.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Da un punto di vista personale, ritengo che il rigore interpretativo mostrato dal Consiglio di Stato sia fondamentale per assicurare la correttezza e la trasparenza nelle gare pubbliche, contribuendo significativamente a creare un ambiente competitivo equo e rispettoso dei diritti dei lavoratori coinvolti.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Tue, 22 Apr 2025 08:29:22 GMT</pubDate>
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